Roma, il piano per i nuovi taxi rallenta: 170 vincitori del bando non pagano e rischiano l’esclusione

La promessa di 1.000 nuove licenze taxi a Roma si complica: il 20% dei vincitori non ha corrisposto i pagamenti e ora scattano le esclusioni

taxi

La promessa dell’amministrazione Gualtieri di immettere 1.000 nuovi taxi nelle strade di Roma subisce uno stop. Circa 170 dei vincitori del bando di concorso indetto nel 2024 non hanno corrisposto l’importo richiesto per l’acquisto delle licenze, mettendo in discussione il numero di nuove licenze effettivamente rilasciate. Secondo quanto previsto dal bando, infatti, chi non ha pagato la somma stabilita di 75.500 euro per le licenze ordinarie e 58.500 euro per quelle speciali destinate al trasporto disabili sarà estromesso dalla graduatoria.

Un 20% in meno di nuovi taxi

Con il mancato pagamento di circa il 20% dei vincitori, Roma si trova ora con una disponibilità ridotta di nuovi taxi. Questo vuol dire che, dei 1.000 taxi promessi, solo 800 potrebbero arrivare sulle strade. La situazione è particolarmente critica per le licenze destinate al trasporto delle persone con disabilità, per le quali circa 50 vincitori non hanno completato il pagamento.

A partire da metà settembre, i vincitori che non hanno pagato riceveranno una comunicazione ufficiale dall’amministrazione capitolina che sancirà la loro esclusione dalla graduatoria. Questo apre la strada a nuovi aggiudicatari, con i candidati esclusi dalla graduatoria che avranno la possibilità di subentrare. A loro, come per i vincitori originali, verrà concesso un termine di due mesi per completare il pagamento.

Il contenzioso sul “titolo oneroso”

Nel frattempo, un altro nodo spinoso riguarda il ricorso al Tar presentato da centinaia di sostituti alla guida, i quali contestano la decisione del Comune di imporre un pagamento per ottenere una licenza taxi. Secondo i ricorrenti, tra cui anche Paolo Macioci, presidente del Comitato dei sostituti, il “titolo oneroso” della gara sarebbe ingiusto. I ricorrenti chiedono, infatti, che le licenze vengano rilasciate gratuitamente, senza alcun onere economico.

Macioci, che è entrato nella graduatoria dei sostituti ma ha deciso di non pagare per “principio”, sottolinea l’assurdità di una richiesta di pagamento così elevata: “Se avessi voluto spendere una cifra del genere, avrei comprato una licenza 15 anni fa. È una somma che non ha senso, soprattutto per chi lavora come sostituto da anni”, afferma Macioci.

La situazione per i lavoratori del settore

Molti dei sostituti alla guida non sono riusciti a ottenere il finanziamento necessario e hanno dovuto rinunciare alla licenza. Ora, tutti attendono la decisione del Tar prevista per ottobre, che potrebbe cambiare le sorti di questa vicenda, soprattutto per chi, come Macioci, spera in un esito favorevole per abbattere le barriere economiche e ottenere una licenza a condizioni più accessibili.

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