Una giornata segnata da due episodi drammatici ha sconvolto le linee ferroviarie di Roma e provincia. Martedì 26 agosto, nell’arco di poche ore, due uomini stranieri senza fissa dimora hanno perso la vita lanciandosi sotto i treni, lasciando sotto choc macchinisti, capotreni e passeggeri.
Il primo suicidio è avvenuto al mattino, intorno alle 7:20, presso la stazione di Roma Ostiense. L’uomo, non ancora identificato al momento dell’intervento, si è posizionato sui binari con le braccia aperte in direzione Trastevere, attendendo l’arrivo del convoglio. Il macchinista ha azionato sirena e freni d’emergenza, ma non è riuscito a evitare l’impatto. La polizia ferroviaria e la scientifica hanno impiegato ore per i rilievi, mentre i treni sulle tratte Roma–Fiumicino, Roma–Viterbo e Roma–Pisa sono rimasti fermi per circa sei ore. La circolazione è ripresa progressivamente solo alle 13:30, con ritardi fino a 130 minuti.
La seconda tragedia si è consumata in serata, alle 21:30, sulla linea Fl5, nei pressi della stazione di Ladispoli Palo. Qui un uomo di 40 anni, di origine nordafricana e con precedenti penali, si è posizionato sui binari, anche in questo caso a braccia aperte, attendendo l’arrivo del treno. L’impatto è stato fatale e la vittima è morta sul colpo. Subito sul posto sono intervenuti polizia ferroviaria, scientifica, vigili del fuoco e personale Trenitalia. Le operazioni si sono protratte fino a notte fonda e la linea, bloccata tra Ladispoli e Maccarese, è rimasta interrotta per oltre sette ore, tornando regolare soltanto alle 4:50.