Sarri: “Abbiamo una voglia di riscatto enorme. Sappiamo che ci saranno delle difficoltà”

Le dichiarazioni del tecnico biancoceleste nella conferenza stampa alla vigilia del match casalingo contro l'Hellas Verona

Sarri

Maurizio Sarri ha parlato in conferenza stampa alla vigilia del match dei biancocelesti contro il Verona. I capitolini devono riscattare la sconfitta della prima giornata contro il Como di Cesc Fabregas. Ecco le sue dichiarazioni.

“La squadra ha lavorato in maniera normale. Lunedì allenamento, martedì riposo e dopo la doppia di mercoledì abbiamo preparato la partita. Tutto secondo le norme. La voglia di riscatto deve essere forte, non si vince da sei mesi in casa e dare una soddisfazione ai tifosi è il nostro obiettivo. Se si parte dal penalizzare qualcuno per Como, dovrei cambiarne tanti e forse non ce la farei. Non c’è da colpevolizzare il singolo, ma l’atteggiamento collettivo. Tornare all’Olimpico sarà un piacere, ma dobbiamo sentire la voglia di soddisfare la gente. La mia esperienza qui non ha mai visto squadre di grande palleggio. Quando parlo di gioco intendo di sviluppo, non di modulo. Già nel primo tempo di Como avevo la sensazione che solo attaccando la profondità avremmo potuto far male. A Como abbiamo avuto statistiche da Serie C. Mi dà fiducia come paradosso, non possono essere numeri nostri. Abbiamo perso per atteggiamento, magari il Como è superiore tecnicamente. Ma abbiamo sbagliato l’atteggiamento. Non sarebbe cambiato il risultato anche cambiando modo di giocare.

“Siamo in una fase in cui si gioca pensando. Quando diventerà automatico si perderà il pensiero e verranno facili le cose. Io propongo un calcio semplice. Crujiff diceva che quello più difficile da giocare è il calcio semplice. Ho visto atteggiamenti positivi in amichevole e poi non replicati domenica scorsa. Dele Bashiru? Siamo ancora alla prefazione… Spero di portarlo avanti perché qualità ne ha. Va affinato tatticamente, ha delle qualità forti sotto certi punti di vista. Ho caratteristiche definite che conosce tutta Europa. Se la squadra non è adatta a me, hanno sbagliato a chiamarmi allora. Non ho capito quante squadre sono meglio, devo prima capire dove possiamo arrivare noi.”

“Partiamo, sulla carta, da un settimo posto. C’è il Milan che si rifarà, il Bologna ha un po’ mollato e il Como si giocherà l’Europa. Si fa dura. Però parliamo della carta, poi dovrò capire cosa potremo fare noi. La tattica? È tutta una questione mentale. La Lazio andava forte quando aveva energie, la tattica c’entrava poco. Dobbiamo innescare segnali che c’erano in amichevole ma non a Como. L’energia è più importante della tattica. Le partite si possono vincere anche per continuità. Se si trovano difficoltà con le squadre chiuse, significa che non c’è molta qualità. Bisogna vedere se con quantità si tengono squadre in zone critiche per venirne poi a capo. Le partite così sono rischiose perché se ti sbilanci poi puoi anche finire sotto. L’anno scorso ho visto contingenze positive difficilmente ripetibili. I rossi a favore o i gol di Pedro sarà difficile rivederli. Anche se non ho segnali negativi su quest’ultimo.”

Zaccagni? Sa come la penso su di lui. Dovrebbe fare doppia cifra ogni anno, se non arriva significa che sta sbagliando qualcosa. Vedo poco attacco allo spazio e all’area. Gliel’ho detto tante volte. Pedro? Si, può partire. Ma dalla panchina è un’arma. Vediamo oggi, avere un’arma in più in panchina fa sempre comodo. Per caratteristiche, quando entra, può creare un’occasione da un momento all’altro, magari altri non riescono. Infortuni? Non c’è nessun recupero, anche se procede bene per tutti. Vecino è il più vicino, ma si allenano tutti e tre a parte (Isaksen e Patric gli altri due, ndr). Tavares? Si sta adattando a fare il difensore esterno. Fa dei lavori che mentalmente considera importanti e li fa al massimo, altri no. Se riuscisse a farli entrambi allo stesso livello diventerebbe devastante. Penso che ce la possa fare.”

“Tornare immediatamente in Europa? Io ho un obiettivo triennale. Sappiamo che questo sarà un anno di difficoltà in cui creare una base di 7/8 giocatori di livello per poi aggiungerne tre. Mercato? Non è una domanda a cui posso rispondere, non sapevo nemmeno del blocco precedente… Una settimana fa ti avrei detto di essere più indietro, dopo Como speravo di essere un po’ più avanti. Spero sia una fase di transizione, non voglio che manchi energia di combattere. Durante il ritiro si è lavorato bene, delle amichevoli sono contento. A Como faticavo a credere a ciò che avevo visto.”

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