Municipio X, nuovi abbattimenti: oltre 60 alberi tagliati tra Ostia, Infernetto e Giardino di Roma

Non solo la cocciniglia tartaruga: parassiti e degrado costringono all’eliminazione di pini, platani, robinie e cipressi

Abbattuti alberi a Prati, abbattimento alberi

Nel Municipio X di Roma, tra litorale e quartieri dell’entroterra, è iniziata una nuova ondata di abbattimenti di alberi malati o compromessi, che coinvolge oltre sessanta esemplari. Il via libera, arrivato alla fine di agosto, interessa diverse aree urbane, da Ostia a Giardino di Roma, passando per l’Infernetto. Un intervento che si rende necessario a causa non solo della cocciniglia tartaruga, ma anche di altri parassiti che stanno mettendo a rischio la sicurezza del patrimonio arboreo locale.

Il colpo di grazia per molti pini comuni (Pinus pinea) è arrivato dalla cocciniglia, insetto alieno che ha colpito in maniera devastante la Capitale a partire dal 2018. Ma il nuovo elenco degli alberi da abbattere comprende anche robinie, platani, cipressi, pioppi e cedri, tutti classificati come “essenze arboree essiccate” e quindi da eliminare con urgenza per motivi di sicurezza pubblica.

Tra i primi interventi approvati, figurano:

  • 18 robinie (Robinia pseudoacacia) da abbattere in viale Vasco de Gama a Ostia;

  • 14 platani (Platanus orientalis) in Corso Duca di Genova, sempre ad Ostia;

  • 22 alberi a Giardino di Roma, tra cui pini, cipressi e cedri, nel quartiere che confina con il Municipio IX;

  • 12 pini al parco Francesca Caccini, nell’Infernetto, parte di un’area verde curata dai residenti.

Proprio nel parco dell’Infernetto, l’associazione “Parco Riserva Verde”, presieduta da Gabriele Taccini, aveva già tentato di salvare una parte degli alberi con un trattamento endoterapico finanziato autonomamente. L’iniziativa ha permesso di preservare circa venti pini, ma una dozzina di esemplari non ha ricevuto in tempo l’iniezione dell’insetticida ed è ora destinata all’abbattimento.

Le motoseghe entreranno in azione a settembre, con un intervento distribuito in più fasi e località. Il Municipio X, guidato dal presidente Mario Falconi, prosegue così con le operazioni di bonifica arborea, spesso al centro di polemiche tra residenti e amministrazione per la scelta tra cura e taglio. Un dilemma che si ripropone ciclicamente e che ruota attorno ai costi dei trattamenti fitosanitari rispetto a quelli dell’abbattimento e sostituzione.

Nel frattempo, la cocciniglia tartaruga continua a rappresentare la minaccia principale per i pini romani, aggravata dalla presenza del blastofago, un altro insetto che si insinua nel legno già indebolito, accelerando la morte degli alberi. Il territorio del Municipio X è tra i più colpiti della Capitale, con centinaia di pini già abbattuti negli ultimi anni.

La situazione resta delicata e le associazioni di cittadini chiedono maggiori investimenti nella prevenzione, per salvare ciò che resta del verde urbano prima che sia troppo tardi. Intanto, altri 60 alberi si aggiungono alla lunga lista delle perdite registrate nel patrimonio arboreo del quadrante sud della città.

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Antonio
Antonio
1 mese fa

Per la serie “ce la cantiamo e ce la suoniamo” la giunta Gualtieri – con in prima linea l’”Assessoressa” VerdA Alfonsi… – incarica i propri tecnici di valutare lo stato di salute di alberi già scelti per l’abbattimento, i quali tecnici immancabilmente confermano che sono da abbattere. Il tutto senza ricorrere a consulenze terze che, non sia mai, potrebbero anche obiettare qualcosina in merito. Che c’entrino “appena appena” le tanto strombazzate installazioni trasmittenti del segnale 5G, che incontrano nelle chiome arboree un ostacolo troppo scomodo per essere tollerato, proprio non si può dire, vero?

Antonio
Antonio
1 mese fa

Per la serie “ce la cantiamo e ce la suoniamo” la giunta Gualtieri – con in prima linea l'”Assessoressa” VerdA Alfonsi… – incarica i propri tecnici di valutare lo stato di salute di alberi già scelti per l’abbattimento, i quali tecnici immancabilmente confermano che sono da abbattere. Il tutto senza ricorrere a consulenze terze che, non sia mai, potrebbero anche obiettare qualcosina in merito. Che c’entrino “appena appena” le tanto strombazzate installazioni trasmittenti del segnale 5G, che incontrano nelle chiome arboree un ostacolo troppo scomodo per essere tollerato, proprio non si può dire, vero?

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