Una retata all’alba, sei misure cautelari eseguite e un’intera rete criminale sotto scacco. A Civitavecchia, le forze dell’ordine hanno assestato un duro colpo alla criminalità organizzata con l’operazione “Nerone”, coordinata dalla Procura e condotta congiuntamente da polizia e carabinieri.
Quattro persone sono finite in carcere, due ai domiciliari, tutte accusate, a vario titolo, di traffico e spaccio di stupefacenti, oltre che di altri reati connessi all’attività del sodalizio. Le ordinanze eseguite oggi si sommano a provvedimenti precedenti che avevano già portato all’arresto di altri tre soggetti e all’indagine su ulteriori quattro individui.
Il nome “Nerone” e gli incendi dolosi
Il nome dell’operazione non è casuale. “Nerone” richiama infatti gli atti incendiari messi in atto dal gruppo criminale, usati come strumento di intimidazione e controllo del territorio. Un modus operandi feroce che ha aggravato il clima di tensione nella città portuale.
Civitavecchia si conferma snodo chiave nel narcotraffico internazionale, in particolare per la cocaina proveniente da Ecuador e Colombia. Il gruppo sgominato rappresentava una delle principali basi logistiche per l’importazione e la distribuzione della droga.
Un’indagine che scuote il territorio
L’inchiesta restituisce l’immagine di una rete strutturata e radicata nel tessuto locale, capace di gestire traffici su larga scala e di esercitare pressioni violente. Le forze dell’ordine, grazie a un lavoro congiunto e capillare, sono riuscite a ricostruire i flussi, i ruoli e le dinamiche del sodalizio, colpendo al cuore una delle cellule più attive della criminalità regionale.
Le indagini proseguono, con l’obiettivo di identificare eventuali complici e ramificazioni nazionali e internazionali dell’organizzazione smantellata. Lo riporta La Repubblica.