“Siamo creature tra le creature, non creatori”. Con queste parole, Papa Leone ha sottolineato la responsabilità dell’essere umano nella custodia dell’ambiente, durante l’omelia che ha segnato l’inaugurazione del Borgo Laudato si’ nelle Ville Pontificie di Castel Gandolfo.
L’uomo occupa un posto speciale nel disegno divino, ha ricordato il Pontefice: è “la creatura più bella, fatta a immagine e somiglianza di Dio”. Ma proprio questo privilegio impone un dovere fondamentale: custodire il creato nel rispetto del disegno del Creatore. La cura dell’ambiente, ha spiegato il Papa, non è un’opzione, ma una vera e propria vocazione per ogni essere umano.
Il Borgo Laudato si’: modello di educazione ecologica
Il Papa ha poi descritto il significato profondo del Borgo Laudato si’, presentandolo come un’iniziativa concreta della Chiesa per vivere questa vocazione. “Un compito impegnativo ma bello, affascinante, che costituisce un aspetto primario dell’esperienza cristiana”, ha dichiarato.
Definito come “un seme di speranza lasciato da Papa Francesco”, il borgo vuole diventare un modello tangibile di pensiero, struttura e azione capace di promuovere la conversione ecologica attraverso l’educazione e la catechesi.
Un luogo dove convivono spiritualità, arte e tecnologia
Il progetto, ha aggiunto Papa Leone, è una sintesi di spiritualità, natura, storia, arte, lavoro e tecnologia, che mirano a coabitare in armonia. Questo è il senso profondo del concetto di “borgo”: un luogo di prossimità conviviale, di relazione, di comunità.
“E tutto questo non può non parlarci di Dio”, ha concluso Papa Prevost, chiudendo l’inaugurazione con un messaggio di speranza e responsabilità verso la casa comune.