Roma ha avviato i lavori per trasformare l’ex centro carni di via Gino Severini nel più grande deposito tram d’Europa. La nuova infrastruttura accoglierà fino a 90 convogli, migliorando la gestione delle principali linee tranviarie del quadrante est.
Il progetto, fermo dal 2005, ha ripreso slancio con la giunta Gualtieri, che ha rilanciato l’iniziativa attraverso una nuova gara d’appalto. L’ha vinta l’associazione temporanea di imprese guidata da Conpat Scarl, in collaborazione con il Consorzio Stabile Energos, per un valore complessivo di 115 milioni di euro.
I progettisti hanno previsto un impianto completo su 60.000 metri quadrati, con tutte le strutture necessarie per il ricovero e la manutenzione dei mezzi, oltre a un raccordo ferroviario a doppio binario che collegherà il deposito a viale Palmiro Togliatti. Il piano include anche una nuova rotatoria tra via Severini, via Campigli e piazza Pino Pascali per migliorare la circolazione.
Negli ultimi giorni, gli operai hanno completato l’allestimento del cantiere, predisponendo uffici, mense e dormitori che ospiteranno circa 40 lavoratori per i prossimi due anni. Le squadre stanno già rimuovendo circa 100 mila metri cubi di materiali stoccati nell’area. Entro fine novembre, inizieranno la bonifica da ordigni bellici e installeranno le fondazioni del nuovo deposito.
Il nuovo impianto non si limiterà a servire la futura tranvia Togliatti. Accoglierà anche i tram delle linee 5, 14 e 19, che attraversano l’asse Prenestina – Centro. Questa scelta ridurrà i tragitti a vuoto dei mezzi a fine corsa e alleggerirà il carico operativo dei macchinisti Atac, migliorando l’efficienza complessiva della rete.
La posizione strategica del deposito permetterà di potenziare il servizio su ferro nel quadrante est della Capitale. Grazie a questo intervento, Roma compie un passo deciso verso una mobilità più sostenibile ed efficiente, in linea con la strategia di potenziamento del trasporto pubblico su rotaia.