Estate 2025, Roma tra le città più colpite dal caldo: 835 morti legati alle alte temperature

Uno studio condotto da ricercatori britannici rivela che nella Capitale il cambiamento climatico ha avuto effetti devastanti sulla salute pubblica

caldo Roma

L’estate 2025 ha lasciato segni profondi sulla salute dei cittadini romani. Secondo uno studio pubblicato da un gruppo di 11 ricercatori dell’Imperial College di Londra e della London School of Hygiene & Tropical Medicine, il caldo estremo avrebbe causato 835 decessi solo a Roma, rendendola la seconda città europea più colpita dagli effetti dell’aumento delle temperature. Più colpita della Capitale italiana è stata solo Milano, dove si contano 1.156 morti.

Lo studio ha preso in esame 854 città europee, concentrandosi sul periodo compreso tra giugno e agosto 2025. Le analisi meteo e i modelli climatici utilizzati hanno mostrato un incremento medio delle temperature pari a 2,2°C, con picchi che hanno raggiunto i 3,6°C. È proprio questo aumento termico ad aver aggravato patologie croniche esistenti, portando al decesso soprattutto di persone over 65 e soggetti fragili.

In Europa il caldo ha causato 24.400 decessi, dei quali il 68% è direttamente attribuibile al cambiamento climatico, secondo quanto emerso dallo studio. In questo scenario drammatico, l’Italia figura tra i paesi più colpiti, con 4.597 morti attribuiti al caldo. A preoccupare è anche il dato comparativo: Roma ha registrato oltre il doppio dei decessi rispetto a Parigi (409) e quasi triplicato quelli di Londra (315), due città con popolazioni significativamente superiori.

Il fenomeno viene definito dagli esperti come un “killer silenzioso”. Secondo Francesco Romizi dell’Associazione Italiana Medici per l’Ambiente (ISDE), il caldo estremo può causare disidratazione, scompensi cardiaci e aggravare patologie preesistenti, trasformandosi in una vera e propria emergenza sanitaria. Una visione condivisa anche dal professor Garyfallos Konstantinoudis dell’Imperial College, che sottolinea come molte delle morti causate dal caldo non vengano riportate nei certificati di morte, poiché spesso si verificano in ospedali o abitazioni, coinvolgendo persone già affette da gravi condizioni di salute.

L’impatto del cambiamento climatico nelle aree urbane è aggravato dalla conformazione delle città, che favorisce la formazione di “isole di calore”, con temperature sensibilmente più alte rispetto alle zone rurali circostanti. In questo contesto, Roma è particolarmente vulnerabile, anche a causa di una pianificazione urbana che, in molte aree, non tiene conto dell’urgenza climatica.

I ricercatori hanno utilizzato modelli epidemiologici che mettono in relazione l’aumento delle temperature con i tassi di mortalità, comparando i dati attuali con scenari alternativi, in cui l’incremento termico non avrebbe superato 1,3°C. I risultati mostrano chiaramente che migliaia di morti sarebbero potute essere evitate in presenza di condizioni climatiche meno estreme.

Questi numeri pongono con urgenza la questione climatica anche come emergenza sanitaria. Le strategie di adattamento devono includere misure immediate: spazi verdi, piani di allerta per le ondate di calore, rafforzamento dei servizi sanitari e protezione delle fasce più vulnerabili. Ignorare l’impatto del cambiamento climatico sul piano umano e sociale non è più possibile.

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