A Roma la lotta per il controllo del territorio non riguarda solo lo spaccio di droga. Da quest’estate, infatti, in via de La Comunella è esplosa una contesa violenta per le piazzole di prostituzione, con denunce di minacce, aggressioni e atti vandalici.
Protagonisti di questo scontro sarebbero transessuali e omosessuali, in conflitto per le aree dove ricevere i clienti. Secondo i racconti delle persone coinvolte, la tensione è in costante aumento e la situazione potrebbe degenerare. “Prima o poi ci scapperà il morto”, hanno dichiarato alcuni transessuali che chiedono maggiore protezione e interventi concreti delle autorità.
Gli episodi segnalati parlano di vere e proprie intimidazioni: sedie e ombrelloni distrutti, materassi dati alle fiamme, clienti disturbati o allontanati con insulti e minacce. Una strategia che, secondo le vittime, punta a eliminare la concorrenza e a costringerle a spostarsi altrove.
Cindy, transessuale di 40 anni originaria dell’Argentina, ha spiegato: “Da quando ci siamo trasferite qui, loro hanno iniziato a sabotare le nostre postazioni per mandarci via. È un pericolo per la nostra incolumità e anche un danno economico, perché così i clienti scappano.”
La vicenda evidenzia il problema di sicurezza nelle aree periferiche della Capitale, dove interi tratti di strada vengono trasformati in piazzole di prostituzione gestite in modo informale e spesso segnate da tensioni interne. Le segnalazioni hanno acceso l’attenzione delle forze dell’ordine, già impegnate a contrastare fenomeni analoghi legati allo spaccio e all’occupazione abusiva di spazi pubblici.
La paura, tra chi lavora in strada, è che la spirale di violenza possa portare a conseguenze più gravi. Per questo viene richiesto un intervento urgente delle istituzioni, al fine di garantire non solo il rispetto delle regole ma anche l’incolumità delle persone coinvolte.