Roma, finto sequestro per una truffa: chiesto un riscatto da 500 euro, arrestato 25enne

Una donna denuncia la sparizione del marito, ma dietro la vicenda spunta una lite per un televisore guasto. La polizia ferma un cittadino marocchino per tentata estorsione

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Un presunto sequestro si è rivelato un intricato caso di soldi e minacce. A far scattare le indagini è stata la denuncia di una cittadina brasiliana di 40 anni, che si è rivolta al commissariato San Paolo convinta che il marito fosse stato rapito. L’uomo, un connazionale di 42 anni, era sparito senza cellulare né documenti e la moglie aveva ricevuto un messaggio inquietante: “500 euro per la sua liberazione”.

La denuncia di scomparsa

La donna, dopo due giorni di ricerche personali e tentativi di contattare amici e conoscenti, si è decisa a sporgere denuncia. Ha raccontato agli agenti di aver ricevuto una richiesta di denaro da un uomo sconosciuto e di temere per la vita del marito, noto per avere problemi di abuso di sostanze. Inoltre, aveva riferito che poco prima della scomparsa al coniuge era stato sottratto il telefono, episodio mai formalmente denunciato.

Il retroscena: un televisore non funzionante

Le indagini hanno presto svelato una dinamica diversa dal sequestro ipotizzato in un primo momento. Secondo quanto ricostruito, il 42enne aveva venduto un televisore a un cittadino marocchino di 25 anni. L’apparecchio, però, non funzionava, e l’acquirente, sentendosi truffato, avrebbe deciso di reagire in maniera violenta: bloccare il venditore e chiedere alla moglie 500 euro come “riscatto”.

Il blitz davanti al McDonald’s

Con la collaborazione della donna, la polizia ha organizzato un incontro in via Giovanni Giolitti, davanti a un McDonald’s. Sul posto, però, non si è presentata la moglie con i soldi, ma gli agenti della squadra mobile e del commissariato San Paolo, che hanno bloccato il giovane marocchino. Per lui è scattato l’arresto con l’accusa di tentata estorsione.

La difesa dell’arrestato

Il 25enne dovrà ora affrontare il processo. Il suo avvocato, il penalista Emanuele Fierimonte, ha respinto le accuse: “Il mio cliente non ha commesso alcuna estorsione e in sede processuale sarà assolto. Quanto al presunto sequestro, non esistono prove a suo carico”.

Un giallo ancora da chiarire

L’episodio resta circondato da lati oscuri: dal ruolo del marito scomparso, alle reali intenzioni del presunto sequestratore, fino ai contorni economici della vicenda. Per ora, l’ipotesi investigativa è che la richiesta di denaro sia stata una reazione scomposta a una presunta truffa, degenerata poi in un tentativo di estorsione.

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