La mobilitazione per la Palestina, nel giorno dello sciopero generale, ha visto in prima linea gli studenti di Roma. Già prima delle otto del mattino, bandiere palestinesi, fumogeni e megafoni hanno colorato l’ingresso dei principali licei, trasformandosi in cortei che hanno paralizzato alcune arterie centrali della città, tra cui via Cavour e via degli Annibaldi, alle spalle del Colosseo.
Le scuole in rivolta
Non sono entrati in classe gli studenti di diversi istituti della Capitale: Plauto, Morgagni, Pinturicchio, Newton, Rossellini, Enzo Rossi, Visconti, Giordano Bruno e Cavour. Nel centro, i collettivi hanno sfilato lungo via Cavour, mentre Roma Est si è concentrata a largo Preneste. Gli studenti dei licei del II e III municipio hanno invece scelto piazza Annibaliano come punto di raccolta.
Il collettivo Osa, costola liceale dell’organizzazione universitaria Cambiare Rotta, ha promosso un fitto programma di iniziative: dopo una contestazione davanti alla sede dell’Ufficio scolastico regionale di via Frangipane, con fumogeni accesi sotto le finestre dell’edificio, i manifestanti si sono diretti verso piazza dei Cinquecento, epicentro della mobilitazione nazionale.
Università in prima linea: “Blocchiamo la Sapienza”
La protesta si è estesa anche al mondo universitario. Alla Sapienza, gli attivisti di Cambiare Rotta hanno presidiato gli ingressi di piazzale Aldo Moro, posizionando transenne per impedire l’accesso alle strutture. Lo slogan scandito a gran voce – “Blocchiamo l’università” – ha anticipato il corteo partito dal campus per confluire nella manifestazione generale in centro.
Parallelamente, un gruppo di docenti ha indirizzato una lettera alla rettrice Antonella Polimeni, chiedendo all’ateneo di interrompere ogni collaborazione con le università israeliane e con le aziende legate al comparto bellico. Nel testo si legge: “Siamo docenti come lei e vogliamo esprimere il disagio e l’indignazione di dover continuare a insegnare mentre i nostri studenti portano spille palestinesi o chiedono di fermare il genocidio. L’università non può limitarsi a parole di circostanza, deve rompere con chi arma Israele”.
La marcia verso piazza dei Cinquecento
La giornata di mobilitazione prevede il raduno di migliaia di manifestanti a piazza dei Cinquecento, punto di arrivo comune per studenti, collettivi e associazioni palestinesi. Secondo le stime, tra 8.000 e 10.000 persone parteciperanno al corteo, con un dispositivo di sicurezza rafforzato per scongiurare tensioni.
Una protesta che unisce scuole e università
Lo sciopero del 22 settembre ha quindi segnato un fronte comune tra studenti e docenti, dalle scuole superiori alla più grande università d’Europa. Un movimento che non si limita alla didattica interrotta, ma che mira a un atto politico forte, con l’obiettivo di collegare la realtà romana alla crisi internazionale in Medio Oriente.