È stata una sola realtà, Refugees Welcome Italia, a rispondere al controverso bando del Comune di Roma per l’accoglienza dei migranti. L’iniziativa, che mira a coinvolgere famiglie e tutori in percorsi di inclusione senza alcun rimborso economico, ha suscitato critiche e polemiche politiche.
L’obiettivo dell’amministrazione capitolina era chiaro: individuare un soggetto in grado di selezionare, formare e affiancare famiglie o singoli cittadini disposti a ospitare migranti regolarmente soggiornanti, in maniera completamente gratuita. Un modello di accoglienza alternativa, basato sulla solidarietà privata, ma supportato da fondi pubblici per la gestione e la formazione, e non per l’ospitalità diretta.
Solo Refugees Welcome Italia partecipa alla gara
Alla scadenza dell’avviso pubblico, solo un operatore ha presentato domanda: si tratta di Refugees Welcome Italia, associazione già attiva da anni sul territorio nazionale con progetti simili. La commissione giudicatrice ha validato la documentazione presentata dall’ente, aprendo così la strada alla fase successiva della procedura negoziata, che porterà all’affidamento ufficiale del servizio.
Il bando, pubblicato dal Dipartimento politiche sociali del Comune, prevede un finanziamento di 396.000 euro per un periodo di tre anni, con l’obiettivo di sostenere percorsi di inclusione sociale, autonomia abitativa e lavorativa per migranti soli o in nuclei monogenitoriali. La sfida principale, tuttavia, resta quella di convincere i cittadini a ospitare gratuitamente nelle proprie case, senza alcun contributo economico diretto o rimborso spese.
Il contenuto del piano di accoglienza
I fondi stanziati dall’amministrazione non sono destinati alle famiglie ospitanti, ma esclusivamente alla gestione del progetto, alla formazione dei mentori e al supporto sociale. Durante i tre anni di attività, il soggetto attuatore dovrà favorire la partecipazione attiva dei migranti, accompagnarli verso l’indipendenza e monitorare i percorsi individuali, con particolare attenzione ai giovani adulti neomaggiorenni, spesso fuori dai circuiti ordinari dell’accoglienza.
Le polemiche politiche
L’iniziativa ha scatenato forti critiche, in particolare da parte del centrodestra romano. Fabrizio Santori (Lega) ha accusato il sindaco Gualtieri di “sprecare fondi pubblici per arricchire le cooperative” invece di destinarli a servizi per i cittadini romani. Secondo Santori, “il Comune chiede ai cittadini di ospitare migranti a costo zero mentre continua a finanziare strutture esterne”.
Anche Fratelli d’Italia ha espresso riserve: il consigliere Federico Rocca, presidente della Commissione Trasparenza, ha annunciato l’intenzione di convocare un’audizione per fare chiarezza sulle modalità di affidamento e sulla trasparenza dell’intera procedura.
Dalla maggioranza, invece, è arrivata una difesa del progetto, considerato una misura sperimentale per promuovere forme di accoglienza diffuse e integrate nel tessuto sociale cittadino, alternative ai grandi centri di accoglienza.
Un modello difficile da applicare?
Nonostante le buone intenzioni dichiarate, il nodo resta la mancanza di incentivi diretti per le famiglie ospitanti, chiamate ad assumersi un impegno oneroso senza alcun sostegno economico per spese quotidiane, come alimentazione, bollette o trasporti. Una condizione che ha probabilmente scoraggiato la partecipazione di altri enti e operatori, lasciando Refugees Welcome Italia l’unico soggetto disposto a gestire il progetto.
Ora l’amministrazione comunale dovrà valutare l’effettiva fattibilità del modello, monitorando la capacità dell’ente selezionato di reclutare cittadini disposti a partecipare attivamente, nonostante l’assenza di incentivi materiali.