Una giornata ad alta tensione quella di oggi, venerdì 3 ottobre 2025, nella Capitale, a seguito del grande sciopero generale indetto da Cgil e Usb, con l’adesione di numerosi settori pubblici e privati. Dopo le proteste spontanee di mercoledì sera e il corteo organizzato nella giornata di ieri, oggi la mobilitazione ha assunto una dimensione più strutturata, con pesanti ricadute su trasporti, scuole, servizi pubblici e viabilità.
Sin dalle prime ore del mattino, Roma è diventata teatro di presidi e manifestazioni in diversi punti nevralgici, a partire da piazzale Aldo Moro, davanti all’Università La Sapienza, e piazza di Porta Pia, nei pressi del ministero dei Trasporti. Da piazza Vittorio è partito un lungo corteo diretto verso piazza dei Cinquecento, con alla testa il segretario della Cgil Maurizio Landini, accompagnato da centinaia di manifestanti in aumento lungo il percorso.
Studenti e sindacati uniti nei cortei
Attorno alle 10, un gruppo di studenti ha bloccato il traffico sulla Nomentana, dirigendosi verso Porta Pia dopo una sosta simbolica sotto la sede del ministero dei Trasporti. Le forze dell’ordine hanno presidiato le principali arterie, mentre proseguivano le iniziative pubbliche che hanno coinvolto anche piazza Vittorio, piazza della Repubblica e via Giolitti.
Notte di sgomberi e divieti per agevolare i cortei
Per consentire il regolare svolgimento delle manifestazioni e garantire la sicurezza pubblica, già durante la notte le autorità hanno disposto divieti di sosta e sgomberi in ampie aree centrali, da viale De Nicola a via Einaudi, passando per piazza della Repubblica, Porta Pia e via dello Statuto. Numerosi parcheggi sono stati temporaneamente chiusi, compresi quelli destinati ai taxi, come quelli di via Giolitti, via Marsala e piazza della Repubblica.
Trasporti in tilt e forti ritardi su metro e treni
Il comparto dei trasporti è il cuore dello sciopero, con Atac e Cotral che garantiscono solo le fasce protette: dalle 5:30 alle 8:30 e dalle 17:00 alle 20:00. Metro, tram e autobus risultano fortemente ridotti o sospesi: la linea metro A è attualmente operativa, mentre la metro C resta chiusa fino al 6 ottobre per lavori programmati. La stazione Termini è stata chiusa temporaneamente con i treni che transitano senza fermarsi. Interruzioni anche per la metro B1, mentre la linea 8 dei tram è in grave ritardo e le linee 5, 14 e 3 sono parzialmente sospese.
Disagi importanti anche sul fronte ferroviario: ritardi fino a 100 minuti sono stati segnalati a Roma Termini, dove numerosi treni Alta Velocità, Intercity e Regionali sono stati soppressi o posticipati, con corse garantite solo tra le 6 e le 9 del mattino e tra le 18 e le 21 di sera. Le linee regionali Roma Nord e Metromare risultano coinvolte dalle agitazioni. Le sigle Unione Radiotaxi e itTaxi assicurano il regolare funzionamento del servizio taxi, seppur con limitazioni nei posteggi.
Sciopero dichiarato illegittimo ma confermato
La Commissione di garanzia sugli scioperi ha dichiarato illegittima la mobilitazione, contestando la violazione delle regole sul preavviso. Nonostante l’invito formale a revocare lo sciopero, i sindacati hanno mantenuto la protesta, assumendosi il rischio di sanzioni disciplinari.
Tensione alta anche sul piano internazionale
Il clima di mobilitazione è stato alimentato anche dal recente blocco della Flotilla diretta a Gaza da parte della marina israeliana, evento che ha riacceso la miccia di proteste politiche e solidali in varie città italiane, inclusa Roma. Le manifestazioni di questi giorni si inseriscono in un contesto sociale già segnato da tensioni, incertezza economica e rivendicazioni sindacali.