Roma, atto intimidatorio contro la sindacalista dell’Unione inquilini

La dirigente dell’Unione inquilini denuncia un nuovo attacco sotto casa: “Non fermeranno la battaglia per i diritti"

Ruote squarciate e una stella di David incisa sul cofano dell’auto. Con queste modalità, Emanuela Isopo ha subito un nuovo atto intimidatorio sotto la propria abitazione. La sindacalista dell’Unione inquilini, già colpita da episodi simili a fine settembre, ha denunciato il fatto nella notte tra l’11 e il 12 ottobre, parlando di un attacco che mira a colpire la sua attività pubblica e il suo impegno politico.

“Stanotte sotto casa mia ho subito l’ennesimo atto intimidatorio”, ha scritto, collegando l’azione all’aggressione precedente, quando qualcuno aveva già tagliato gli pneumatici della sua vettura. “Stesse modalità, stesso taglio netto di un coltello da cucina anni Ottanta”, ha commentato con rabbia, sottolineando il tentativo di colpire una battaglia collettiva usando metodi codardi e simboli strumentalizzati.

Nel suo intervento pubblico, Isopo ha messo in chiaro che non si tratta di un gesto isolato. Ha descritto l’azione come parte di una strategia mirata a colpire chi si oppone alla gestione opaca del patrimonio pubblico, chi denuncia l’uso illegittimo delle case popolari, chi combatte l’emergenza abitativa e si scontra ogni giorno con reti di microcriminalità che sfruttano il vuoto lasciato dalle istituzioni.

“Non basta un coltello per fermare una battaglia collettiva”, ha detto con fermezza. Secondo Isopo, questi atti intimidatori si verificano proprio quando le denunce iniziano a toccare interessi scomodi. Eppure, ha aggiunto, il danno più grande arriva dal silenzio delle istituzioni, che continuano a non prendere posizione di fronte a questi segnali d’allarme.

Ha puntato il dito contro l’inerzia della politica locale, definendola “assordante”. Nessuna voce si è levata in solidarietà, ha accusato, mentre chi dovrebbe tutelare il territorio resta in silenzio. “Qui vivono i miei figli, qui lavoro ogni giorno da sindacalista”, ha ricordato, sottolineando come il messaggio che passa sia quello della normalizzazione della violenza, purché resti invisibile.

Secondo la sindacalista, l’attacco non riguarda solo la sua persona, ma rappresenta un affondo diretto alla libertà sindacale, al diritto di ogni cittadino di impegnarsi per la giustizia sociale senza dover temere ritorsioni. “La violenza non è mai solo nel gesto. È nell’indifferenza”, ha dichiarato, sottolineando come il silenzio istituzionale legittimi chi usa l’intimidazione come strumento di controllo sociale.

Nelle sue parole si legge una denuncia forte e politica, che chiama in causa non solo gli aggressori, ma anche chi, pur avendo responsabilità amministrative, non condanna pubblicamente questi episodi. “Quando le istituzioni tacciono, diventano corresponsabili”, ha affermato, rivendicando la necessità di una risposta netta e collettiva contro ogni forma di intimidazione e violenza.

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