Momenti di forte tensione si sono verificati in via Galilei, nel quartiere Esquilino, dove il Comune di Roma ha messo a disposizione una sala municipale per ospitare un seggio elettorale destinato alle votazioni del Camerun. Fin dalle prime ore dell’apertura del seggio, due fazioni politiche rivali hanno dato vita a scontri verbali e fisici, rendendo necessario l’intervento delle forze dell’ordine per ristabilire la calma.
Secondo quanto riportato da fonti locali, la situazione sarebbe degenerata poco dopo l’inizio delle operazioni di voto. Alcuni sostenitori dei due schieramenti si sono affrontati direttamente davanti all’ingresso del seggio, bloccando temporaneamente l’accesso e creando disagi anche alla viabilità della zona. Gli agenti presenti hanno dovuto delimitare l’area per impedire ulteriori contatti tra i gruppi in contrasto.
Le tensioni riflettono un clima politico acceso che non si è placato nemmeno all’estero. La comunità camerunese residente in Italia, in particolare a Roma, si è mobilitata in massa per partecipare alle elezioni, ma la profonda divisione tra i principali partiti ha portato il conflitto politico anche nelle strade della capitale italiana.
Testimoni presenti al momento degli scontri hanno parlato di insulti, spintoni e momenti di panico, soprattutto tra le famiglie e gli anziani accorsi per votare. Alcuni votanti sarebbero stati costretti ad allontanarsi per evitare di restare coinvolti nei disordini. La Polizia di Stato, giunta sul posto con più pattuglie, ha riportato l’ordine senza gravi conseguenze, anche se sono in corso accertamenti per identificare i responsabili dei disordini.
Il Comune di Roma ha confermato di aver concesso l’utilizzo della sala municipale nel rispetto degli accordi diplomatici e dei diritti elettorali riconosciuti ai cittadini stranieri regolarmente residenti. Tuttavia, l’amministrazione ha espresso preoccupazione per l’accaduto e ha avviato una riflessione sulla gestione futura di eventi simili, in particolare nei contesti a rischio di tensioni politiche.
Le elezioni del Camerun, che si svolgono anche in diversi altri Paesi esteri, sono segnate da un clima di forte polarizzazione politica, legata a questioni interne mai completamente risolte, tra cui la crisi anglofona e le tensioni etniche. Questo clima si riflette anche tra le diaspore, che spesso riproducono all’estero le dinamiche conflittuali del proprio Paese di origine.
Nonostante l’episodio, le operazioni di voto sono proseguite sotto stretto controllo delle forze dell’ordine, che hanno monitorato la situazione per tutta la giornata. Al momento non risultano feriti gravi, ma le autorità locali stanno valutando l’opportunità di intensificare la sicurezza in occasione di future tornate elettorali estere ospitate in strutture pubbliche italiane.