“Ho ricostruito con i carabinieri quanto è successo ieri. C’è una lista infinita di minacce, di varia natura, che ho ricevuto e di cui ho sempre informato l’autorità giudiziaria e di cui i ragazzi della mia scorta hanno sempre fatto rapporto”. Lo ha dichiarato Sigfrido Ranucci uscendo dalla sede della compagnia dei Carabinieri di via Trionfale, dove ha sporto denuncia in seguito all’attentato della scorsa notte.
“Quello di stanotte è stato un salto di qualità preoccupante, perché è avvenuto proprio davanti casa, dove l’anno scorso erano stati trovati dei proiettili”, ha aggiunto il giornalista e conduttore di Report. L’esplosione è avvenuta intorno alle 22:17 a Campo Ascolano, nel comune di Pomezia, alle porte di Roma.
Ordigno rudimentale acceso a mano
L’attentato ha distrutto l’auto di Ranucci, parcheggiata davanti alla sua abitazione. “Ho sentito un boato tremendo. Sono riusciti a sentirlo anche i carabinieri attraverso l’audio di alcune persone, che erano in zona e stavano registrando con il telefono in quel momento”, ha spiegato.
Le prime verifiche investigative, svolte dai Carabinieri coordinati dalla Dda, rivelano che l’ordigno non è stato azionato a distanza né con un timer. È stato invece lasciato tra due vasi, presumibilmente con la miccia già accesa.
Sicurezza rafforzata e indagini in corso
Alla luce dell’attacco, il livello di protezione del giornalista è stato elevato: Ranucci conferma infatti il passaggio a una vettura blindata.
Sull’identità degli autori, per ora, non ci sono certezze: “È impossibile dirlo in questo momento: si tratta di un contesto abbastanza allargato ed è su quello che sono state fatte le segnalazioni in questi mesi”, ha spiegato.
Gli inquirenti stanno ora analizzando eventuali riprese di telecamere presenti in zona, nella speranza di individuare il momento esatto in cui l’ordigno è stato piazzato.