Ostia, muore il 19enne accoltellato in via Antonio Forni: ipotesi lite per droga

Il giovane, ferito mercoledì sera con due coltellate alla gamba, è morto dopo un giorno di agonia. Indagano i carabinieri

Carabinieri, sparatoria, Malamovida

Tragedia a Ostia, dove un ragazzo di 19 anni, indicato con le iniziali S.S., è morto nella serata di giovedì 16 ottobre 2025 a seguito delle ferite da arma da taglio riportate il giorno precedente in via Antonio Forni, una delle zone note per lo spaccio di droga.

Secondo quanto ricostruito, nella serata di mercoledì 15 ottobre, il giovane era stato accoltellato alla gamba durante una lite tra più persone. Almeno due fendenti lo avevano raggiunto, lacerandogli l’arteria femorale. Subito soccorso dai sanitari del 118, era stato portato in condizioni gravissime all’ospedale Grassi di Ostia, dove era stato rianimato, per poi essere trasferito d’urgenza al San Camillo.

Un giorno di lotta tra la vita e la morte

Il 19enne è rimasto in condizioni critiche per oltre ventiquattr’ore. Dopo una lunga e complessa operazione chirurgica, i medici avevano provato a stabilizzarlo, ma le ferite riportate si sono rivelate troppo gravi.
Poco prima delle 21 di giovedì 16 ottobre, il cuore del giovane ha cessato di battere. La notizia della sua morte ha sconvolto la comunità locale, dove la vicenda ha destato profondo sconcerto.

Le indagini: una rissa nata per questioni di droga

L’aggressione sarebbe nata da una lite tra più persone in strada, con motivazioni legate allo spaccio di stupefacenti.
Pare che durante la discussione qualcuno avesse sollevato dubbi sui frequenti controlli delle forze dell’ordine, chiedendo spiegazioni sul perché alcuni venissero fermati più spesso di altri. Gli animi si sarebbero scaldati in fretta: prima spintoni, poi coltellate. Uno dei coltelli è stato usato per colpire il 19enne, lasciato sanguinante sull’asfalto.

Le urla hanno attirato l’attenzione dei residenti, che hanno immediatamente chiamato i soccorsi. I carabinieri della stazione di Ostia sono intervenuti insieme ai sanitari, avviando subito le indagini per ricostruire la dinamica esatta dei fatti.

Le indagini dei carabinieri e l’autopsia sulla vittima

In quella zona non ci sono telecamere di sorveglianza, ma gli inquirenti, grazie alle testimonianze raccolte, avrebbero già un’idea chiara delle persone presenti in quei drammatici momenti.
Un sospettato è stato già portato in caserma per essere ascoltato. Nel frattempo, la Procura di Roma ha disposto l’autopsia sulla salma del giovane per chiarire le cause precise del decesso e verificare la compatibilità delle ferite con l’arma utilizzata.
L’aggressore, una volta identificato con certezza, rischia l’accusa di omicidio

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