Roma, boom di accessi al Bambino Gesù per virus respiratori: “Non sempre è emergenza”

Roma, pronto soccorso del Bambino Gesù sotto pressione per virus respiratori: oltre 10mila accessi previsti. Gli esperti: “Vaccinare, prevenire e niente farmaci fai-da-te”

ospedale

Il pronto soccorso dell’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di Roma è sotto pressione. A causa della diffusa circolazione di virus respiratori stagionali, nelle ultime settimane si è registrato un forte incremento degli accessi, con oltre 10mila piccoli pazienti attesi. Il picco stagionale delle infezioni, che comprende forme lievi come il raffreddore ma anche bronchioliti e sindromi influenzali acute, sta mettendo a dura prova le strutture pediatriche.

Rhinovirus, adenovirus, coronavirus, virus influenzali e parainfluenzali, enterovirus e virus respiratorio sinciziale (RSV) sono i principali agenti responsabili dei casi attualmente in aumento. Nel solo 2024, circa 16 milioni di italiani sono stati colpiti da influenza o sindromi similari, con un terzo dei casi concentrato tra i minori.

L’allarme arriva direttamente dall’Ospedale Bambino Gesù, che segnala l’arrivo anticipato dei primi casi rispetto alla stagione precedente. I pazienti pediatrici si stanno presentando in pronto soccorso con circa due settimane di anticipo rispetto al 2023, segnale di un’epidemia che potrebbe rivelarsi particolarmente intensa. Secondo i dati provenienti dall’Australia – indicativi per prevedere l’andamento della stagione nell’emisfero nord – il periodo influenzale 2025-2026 sarà caratterizzato da un’alta circolazione dei ceppi A/H3N2 e B/Victoria.

Nonostante l’alto numero di casi, c’è un elemento positivo: i ricoveri in terapia intensiva si sono dimezzati rispetto all’anno precedente. Un dato attribuito anche all’introduzione dell’immunizzazione contro il virus respiratorio sinciziale, principale causa di bronchiolite nei neonati.

Gli esperti: “Serve prevenzione e buon senso”

A lanciare un appello ai genitori è Alberto Villani, responsabile di Pediatria generale, malattie infettive e DEA II livello dell’ospedale:
“Evitiamo ambienti affollati per i lattanti, rispettiamo le norme igieniche e vacciniamo i bambini contro l’influenza,” ha dichiarato. Villani sottolinea che, nonostante l’aumento degli accessi, non tutti i casi devono essere trattati come emergenze, a patto che vengano gestiti con tempestività e buon senso.

Anche Sebastian Cristaldi, responsabile dell’unità DEA II livello, ribadisce l’importanza della valutazione clinica e della prevenzione:
“I genitori devono osservare le condizioni generali del bambino e, soprattutto, evitare l’uso di farmaci senza consultare il pediatra.” Il rischio maggiore, spiegano i medici, è intasare i pronto soccorso con quadri lievi che potrebbero essere valutati e gestiti meglio in ambulatorio.

La situazione in numeri

  • Oltre 5 milioni i minori a letto in Italia per virus influenzali o parainfluenzali

  • Più di 10mila accessi attesi al pronto soccorso del Bambino Gesù

  • 16 milioni gli italiani colpiti da sindromi respiratorie nel 2024

  • Ricoveri in terapia intensiva pediatrici dimezzati rispetto alla stagione precedente

Con l’inverno alle porte e la circolazione virale destinata ad aumentare, la parola d’ordine resta una sola: prevenzione. Vaccinazione, igiene e monitoraggio attento dei sintomi sono le armi principali per proteggere i più piccoli e ridurre la pressione sugli ospedali.

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