Un definanziamento da 50 milioni di euro colpisce la linea C della metropolitana di Roma, sollevando forti critiche da parte dell’amministrazione capitolina e aprendo uno scontro politico tra maggioranza e opposizione. Il taglio, contenuto nelle tabelle allegate alla legge di bilancio 2026, ha suscitato reazioni dure da parte dell’assessore alla Mobilità del Comune di Roma, Eugenio Patané, e ha innescato un botta e risposta che coinvolge anche il governo centrale.
Un taglio che “colpisce Roma”, secondo il Campidoglio
“Vorrebbe dire colpire Roma”, ha dichiarato l’assessore Patané, che ha espresso forte preoccupazione per l’impatto del taglio sulla programmazione delle infrastrutture capitoline. Secondo l’amministrazione comunale, la mancata disponibilità dei fondi comprometterebbe la possibilità di siglare la convenzione con Roma Metropolitane per il 2026, bloccando di fatto i lavori previsti per la linea C.
Non solo: Patané ha evidenziato il rischio per i contratti già stipulati relativi all’acquisto di nuovo materiale rotabile, se i tagli venissero confermati. Il tutto, in un momento strategico per lo sviluppo del trasporto pubblico nella Capitale, anche in vista del Giubileo del 2025.
Tajani contro Salvini: “Si occupi della Capitale”
A rafforzare le critiche del Comune è intervenuto anche Antonio Tajani, vicepremier e ministro degli Affari Esteri, nonché leader di Forza Italia. Tajani ha puntato il dito contro il ministro delle Infrastrutture, Matteo Salvini, sottolineando che il taglio di 50 milioni per la metro C “gli è evidentemente sfuggito”. Ha poi aggiunto che “il ministro responsabile è lui” e auspicato un intervento immediato per ripristinare i fondi eliminati.
Tagli anche a Milano e Napoli, colpita la mobilità sostenibile
Il definanziamento alla metro C non è un caso isolato. Nelle 36 pagine di tabelle ministeriali allegati alla manovra 2026, spariscono anche 15 milioni per la linea M4 della metropolitana di Milano, così come 15 milioni destinati all’estensione della rete del trasporto rapido tra Afragola e Napoli. A ciò si aggiungono 13 milioni in meno per il Fondo per la mobilità sostenibile e 2 milioni sottratti al Fondo per lo sviluppo delle ciclovie urbane, sempre nel 2026.
Fratelli d’Italia difende la manovra: “Patané si lamenta, ma spende per le ciclabili”
Sul fronte opposto, Fratelli d’Italia risponde alle accuse, puntando il dito sulla gestione delle risorse da parte del Campidoglio. I consiglieri capitolini Giovanni Quarzo, Stefano Erbaggi e Federico Rocca definiscono esagerate le preoccupazioni dell’assessore Patané: “Si parla di una presunta crisi per un taglio di appena 50 milioni, quando Roma ha ricevuto miliardi grazie al governo Meloni”.
Inoltre, criticano duramente la scelta della giunta capitolina di destinare 460 milioni di euro alle piste ciclabili, ritenuta non prioritaria rispetto alle esigenze del trasporto su ferro. Secondo i consiglieri, se davvero il problema fossero le risorse per la metro C, si potrebbe rivedere la pianificazione delle spese o rafforzare il contrasto all’evasione tariffaria su Atac.
Il futuro della linea C resta incerto
Al momento, non è chiaro se il definanziamento sarà oggetto di revisione in sede parlamentare, come auspicato da Tajani. L’assenza di fondi per il 2026 rischia di rallentare ulteriormente un’infrastruttura strategica per il trasporto pubblico romano, già al centro di ritardi e revisioni progettuali negli ultimi anni.