Tende ai piedi del Vaticano: la tendopoli di via dei Corridori non è un’emergenza nuova

Decine di senzatetto vivono stabilmente a pochi passi da San Pietro, in una realtà tollerata da anni e sostenuta da associazioni religiose e civili

San Pietro, Giubileo, Papa Francesco

Una fila ordinata di tende su entrambi i marciapiedi di via dei Corridori, a pochi metri dal colonnato di San Pietro, è ormai parte stabile del paesaggio urbano. Sistemate con pallet di legno, cassette della frutta e coperte, rappresentano la quotidianità di circa 50 persone senza fissa dimora, che qui hanno trovato una forma di riparo e di comunità.

Non è un fenomeno recente, come potrebbero suggerire i video diffusi sui social, ma una presenza storica che affonda le radici nei secoli. Già nel Giubileo del 1675, indetto da papa Clemente X, il colonnato disegnato da Gian Lorenzo Bernini fu pensato anche per dare rifugio ai pellegrini più poveri. E da allora, quella vocazione all’accoglienza non si è mai interrotta.

Un allarme costruito sui social

La presenza delle tende è stata recentemente portata all’attenzione del pubblico da un video pubblicato su Instagram da Simone Carabella, personal trainer ed ex militante politico. Nel filmato, Carabella documenta la tendopoli di via dei Corridori, parlando con alcuni occupanti e interrogandosi sulle cause di quella situazione. Il video ha rapidamente superato i 2mila like, alimentando il dibattito sull’”emergenza degrado”. Ma dietro le immagini virali, la realtà è molto più complessa e radicata nel tempo.

Presenze stabili da oltre vent’anni

Secondo testimonianze locali, i senzatetto si trovano in questa zona da almeno due decenni. In passato occupavano gli archi di Borgo Angelico o si rifugiavano lungo via della Conciliazione, fino a quando le esigenze logistiche del Giubileo li hanno spinti a spostarsi verso via dei Corridori. Da allora, molti di loro si sono stabiliti lì in modo stabile, tollerati dalle autorità e assistiti quotidianamente da associazioni di volontariato.

Chi vive nella tendopoli

Le persone che abitano le tende sono in gran parte senza fissa dimora italiani e stranieri, in eguale proporzione. Lo conferma Massimiliano Signifredi, coordinatore delle attività della Comunità di Sant’Egidio, impegnata con le “cene itineranti” due volte a settimana. “Circa 50 persone vivono stabilmente a via dei Corridori. A questi si aggiungono altri senzatetto nella zona di Borgo Pio, via della Conciliazione e vicino alla stazione San Pietro, portando il numero complessivo a circa 100 individui”, spiega Signifredi.

L’impegno concreto per l’accoglienza

A pochi metri dalla tendopoli, il Palazzo Migliori rappresenta un’altra faccia dell’accoglienza. Inaugurato da papa Francesco nel 2019, oggi ospita 50 posti letto e funge da punto di riferimento per chi decide di lasciare la strada. Ogni posto che si libera viene assegnato a nuovi arrivati, in un ciclo continuo di inclusione abitativa. La Comunità di Sant’Egidio non è sola: anche l’Elemosineria Apostolica gestisce servizi di base per l’igiene personale, come docce, una barberia e un presidio medico sotto il colonnato. Altri posti letto sono disponibili presso la Chiesa del Buon Pastore, in via della Lungara.

Accoglienza spirituale e disagio psichico

Molti dei senzatetto della zona scelgono volontariamente di restare vicino a San Pietro, per motivi che vanno oltre la semplice disponibilità di servizi. Motivazioni spirituali, radicate nella fede e nel bisogno di prossimità al Vaticano, si intrecciano spesso con situazioni di disagio psichico e sociale. Le realtà del volontariato lavorano quotidianamente per accompagnare queste persone verso soluzioni più stabili, ma non tutti sono pronti o in grado di compiere questo passo.

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