Roma, occupazione suolo pubblico: proroga a marzo 2026 per bar e ristoranti

Accordo tra Comune e associazioni: tre mesi in più per mettersi in regola con il nuovo regolamento Osp

I titolari di bar, ristoranti e pub a Roma avranno tempo fino al 31 marzo 2026 per presentare la domanda di adeguamento al nuovo regolamento sull’occupazione di suolo pubblico (Osp). La decisione è stata presa il 30 ottobre 2025, durante un incontro in Campidoglio tra l’amministrazione comunale e le principali associazioni di categoria.

Slitta il termine per adeguarsi alle nuove norme

Inizialmente fissato al 31 dicembre 2025, il termine per presentare le richieste è stato prorogato di tre mesi per venire incontro alle esigenze degli esercenti. L’amministrazione ha motivato la scelta con la necessità di evitare ritardi nell’entrata a regime della riforma e permettere una transizione più fluida verso le nuove disposizioni sul decoro urbano.

Chi era presente all’incontro

All’incontro hanno partecipato, oltre al sindaco Roberto Gualtieri, l’assessora al Commercio Monica Lucarelli, il presidente della commissione Attività produttive Andrea Alemanni, e la presidente dell’Assemblea capitolina Svetlana Celli. In rappresentanza del tessuto economico cittadino erano presenti Confcommercio, Confesercenti, Unindustria, Confartigianato, CNA e Federalberghi. Le associazioni hanno evidenziato criticità operative e chiesto garanzie sulla parità di trattamento tra le attività già regolamentate e quelle ancora sotto regime transitorio legato all’emergenza Covid.

Le nuove regole in vigore da aprile 2025

Il regolamento, entrato in vigore lo scorso aprile, ha come obiettivo quello di riorganizzare l’uso degli spazi esterni da parte degli esercizi commerciali, superando le disposizioni straordinarie adottate durante la pandemia. Il testo definisce nuove regole per la collocazione di tavolini e dehors, puntando alla tutela del patrimonio storico-artistico e al miglioramento del decoro urbano.

Roma è stata suddivisa in tre grandi zone, ognuna con sottocategorie specifiche. Le aree con vincoli più severi coincidono con il sito Unesco, che include i Fori Imperiali, il Tevere, il Circo Massimo e le Terme di Caracalla, oltre ai tessuti storici T1 (medievale), T2 (rinascimentale) e T3 (otto-novecentesco). La superficie occupabile viene calcolata in base agli spazi interni del locale e le tipologie di arredo devono rispettare standard qualitativi che non compromettano la visuale dei monumenti.

Richieste di semplificazione e maggiore controllo

Durante il confronto, le associazioni hanno chiesto anche chiarezza sulla validità dei titoli già ottenuti, supporto tecnico per la compilazione delle domande e maggiore coinvolgimento dei Municipi nei controlli. Il timore diffuso è che le nuove regole, se non applicate in modo omogeneo, possano restare inefficaci o inapplicate in molte aree della città.

Un tavolo tecnico per il monitoraggio

Per affrontare queste problematiche, è stata definita l’istituzione di un tavolo tecnico permanente presso il Dipartimento Attività Produttive, incaricato di:

  • Monitorare lo stato delle istruttorie

  • Aggiornare le linee guida operative

  • Supportare i Municipi nell’attuazione uniforme del regolamento

Obiettivo del Comune è garantire una regolamentazione equa, trasparente ed efficace, in grado di coniugare le esigenze degli operatori economici con quelle della tutela dell’ambiente urbano.

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