Roma, perquisizioni a tre giovani legati all’estrema destra dopo i raid

La Digos ha avviato accertamenti su tre ragazzi vicini al movimento Lotta studentesca, sospettati di aver partecipato al blitz al liceo Righi e al tentativo al liceo Tasso

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Una serie di accertamenti mirati a identificare i responsabili dei recenti episodi di violenza nei pressi di due istituti superiori romani è stata avviata dalla Digos della Questura di Roma. Gli investigatori hanno disposto perquisizioni a carico di tre giovani che, secondo gli elementi raccolti finora, graviterebbero in ambienti di estrema destra e sarebbero riconducibili al movimento Lotta studentesca.

I fatti oggetto delle indagini riguardano due azioni distinte: un raid avvenuto domenica sera al liceo Righi e un tentato blitz, nella giornata successiva, al vicino liceo Tasso. Entrambe le azioni sarebbero state compiute da gruppi di persone con i volti coperti da caschi e armati di bastoni, circostanza che ha aggravato la preoccupazione delle autorità scolastiche e delle forze dell’ordine per la sicurezza degli studenti e del personale.

Gli accertamenti della Digos sono finalizzati a dare un volto e un nome ai partecipanti: secondo quanto riferito dalle fonti investigative, le indagini si concentrano sulla ricostruzione dei movimenti dei sospettati nelle ore precedenti e successive agli episodi e sull’individuazione di eventuali responsabilità dirette o di supporto logistico. Le perquisizioni dispiegate sono parte integrante di un quadro probatorio in fase di definizione e rientrano nelle attività previste per contrastare fenomeni di intimidazione e violenza politica nelle scuole.

Fonti investigative sottolineano che la modalità operativa — gruppi organizzati con volti protetti e strumenti contundenti — è coerente con l’ipotesi di un’azione concertata piuttosto che con iniziative isolate. La connessione con un’organizzazione territoriale come Lotta studentesca è al momento un elemento esplorato dagli inquirenti, che intendono chiarire se si sia trattato di un’azione promossa o supportata da soggetti aderenti o vicini a quel movimento.

Gli episodi hanno suscitato reazioni nel mondo scolastico e istituzionale, con richieste di maggiore tutela per gli istituti coinvolti e l’invito alle autorità a svolgere accertamenti rapidi e approfonditi. Le scuole interessate hanno potenziato le misure di sicurezza interne e mantenuto la collaborazione con le forze dell’ordine per prevenire futuri episodi e garantire il regolare svolgimento delle lezioni.

È importante sottolineare che le perquisizioni non equivalgono a una condanna: si tratta di atti investigativi tesi a raccogliere elementi utili per eventuali azioni giudiziarie. Le indagini della Digos proseguiranno nelle prossime ore con l’obiettivo di acquisire filmati, testimonianze e materiale probatorio che possano ricostruire la dinamica degli eventi e la responsabilità di ciascuno.

Al momento non sono stati resi noti dettagli sull’esito delle perquisizioni né su eventuali provvedimenti restrittivi adottati nei confronti dei tre giovani. Gli sviluppi saranno comunicati ufficialmente dalla Questura al termine delle operazioni e delle verifiche tecniche. Le autorità investigative ribadiscono l’impegno a tutelare la sicurezza degli istituti scolastici e a contrastare ogni forma di violenza politica e intimidazione.

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