Sotto l’Appia Antica riaffiora una basilica paleocristiana del IV secolo

Rinvenuta grazie a tecnologie digitali non invasive una basilica attribuita ai santi Marco e Marcelliano, tra innovazione archeologica e tutela del patrimonio

Via Appia Antica

A pochi metri dai binari ferroviari e sepolta per secoli sotto il suolo romano, è tornata alla luce la pianta di una basilica paleocristiana risalente al IV secolo d.C., una scoperta resa possibile grazie all’impiego di strumenti tecnologici avanzati. Il ritrovamento è avvenuto nel suburbio sud della Capitale, tra il primo e il terzo miglio dell’Appia Antica, in un’area già nota per la presenza delle catacombe di San Callisto e altri importanti siti cristiani.

Tecnologia e archeologia: un binomio vincente

Il progetto, coordinato dalle università Tor Vergata di Roma e della Tuscia di Viterbo, ha coinvolto anche le strutture specialistiche di Italferr, la società del Gruppo Ferrovie dello Stato attiva nella pianificazione e infrastrutturazione ferroviaria. L’intervento è stato concepito come un modello di archeologia preventiva e digitale avanzata, con l’obiettivo di mappare e preservare il patrimonio storico prima dell’avvio di opere infrastrutturali.

Le tecniche utilizzate includono rilievi Lidar, riprese termiche e multispettrali, nonché analisi geofisiche tramite georadar. A queste si è aggiunto un nuovo algoritmo di elaborazione dei dati, sviluppato per analizzare con maggiore precisione le anomalie del sottosuolo, permettendo di validare e raffrontare le strutture emerse con quelle già note. L’approccio ha permesso di indirizzare gli scavi in modo mirato, riducendo l’invasività e accelerando le tempistiche.

Una basilica “circiforme” nel cuore del paesaggio paleocristiano

Secondo le analisi, la struttura individuata risale agli anni 30-40 del IV secolo e viene attribuita alla Basilica dei santi Marco e Marcelliano, martiri della tradizione cristiana. La chiesa si trova su un tracciato che univa l’Appia con l’Ardeatina, di fronte alla Basilica di Papa Marco, scoperta nel 1991.

La pianta dell’edificio presenta una forma “circiforme”, ovvero con un’abside semicircolare che richiama la struttura dei circhi romani utilizzati per le corse con le bighe. Questa configurazione, tipica delle basiliche del periodo costantiniano, rappresenta una svolta architettonica dell’epoca, segno della nuova visione urbanistica e religiosa dell’Impero romano dopo la legittimazione del Cristianesimo.

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