Nasce “progress-hiv”: nuovo modello di cura al Gemelli per persone con Hiv e PrEP

Al Policlinico Gemelli di Roma parte un innovativo progetto di assistenza personalizzata che punta a migliorare accessibilità e continuità terapeutica per chi convive con l’Hiv

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Il Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS ha avviato “Progress-Hiv”, un nuovo percorso assistenziale rivolto alle persone che vivono con l’Hiv e a chi segue la profilassi pre-esposizione (PrEP). L’iniziativa nasce per rendere più efficiente e accessibile la gestione delle terapie long acting, basate su farmaci iniettabili a rilascio prolungato. Queste soluzioni riducono drasticamente la frequenza delle somministrazioni, migliorando l’aderenza terapeutica e la qualità della vita.

Quattro ambulatori specializzati e un team dedicato

Il progetto si fonda su una riorganizzazione degli spazi e delle risorse. Sono stati attivati quattro ambulatori: tre dedicati ai pazienti con Hiv e uno per coloro che seguono la PrEP. Ogni ambulatorio è supportato da un care manager e da un’équipe infermieristica specializzata, in grado di offrire un’assistenza continua e personalizzata. Le strutture sono operative anche in orario serale e nei fine settimana, per agevolare l’accesso alle cure.

Risultati concreti in pochi mesi

Dalla sua attivazione, Progress-Hiv ha già ottenuto risultati significativi. Tra aprile e ottobre 2025, il numero di persone in trattamento con terapie long acting è passato da 60 a 150. Il progetto ha anche introdotto uno sportello digitale, accessibile via e-mail (progress@policlinicogemelli.it), per fornire informazioni, supporto e orientamento ai pazienti.

Un modello integrato con l’assistenza domiciliare

Il percorso Progress si integra con l’attività dell’Unità di assistenza domiciliare (UTD), attiva dagli anni Novanta. Questa sinergia garantisce continuità di cura anche a chi ha difficoltà a raggiungere l’ospedale. L’obiettivo è evitare interruzioni terapeutiche e rispondere ai bisogni dei pazienti più fragili.

Cura centrata sulla persona e sui suoi bisogni

Il professor Carlo Torti, direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive, sottolinea che “le strategie long acting rappresentano il futuro della terapia antiretrovirale. Per essere efficaci, però, richiedono un percorso strutturato, dalla selezione dei pazienti alla pianificazione degli appuntamenti. Con Progress abbiamo costruito un modello che mette al centro la persona”.

Assistenza più vicina e comunicazione più efficace

La dottoressa Simona Di Giambenedetto, coordinatrice del progetto, evidenzia come Progress-Hiv offra un’assistenza più vicina e personalizzata, che facilita la comunicazione tra il paziente e il team sanitario. “Abbiamo semplificato il percorso di cura e reso più accessibile il dialogo con i professionisti”, ha spiegato.

Hiv come condizione cronica gestibile

La professoressa Enrica Tamburrini, responsabile dell’ambulatorio e del day hospital di Malattie infettive, ricorda che l’Hiv è ormai una condizione cronica gestibile. “Le terapie long acting permettono di migliorare ulteriormente la qualità della vita. Con Progress, adattiamo l’organizzazione sanitaria ai nuovi bisogni delle persone”.

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