Studenti in piazza a Roma: il 14 novembre due cortei e sciopero contro il governo

Roma, venerdì 14 novembre: sciopero studentesco con due cortei contro il governo. Coincide con lo stop dei trasporti Atac. Tutti i dettagli su percorsi e motivazioni

Studenti

Giornata ad alta tensione a Roma venerdì 14 novembre, quando studenti delle scuole superiori e delle università scenderanno in piazza per protestare contro il governo e il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara. Lo “sciopero studentesco” è stato indetto da numerosi collettivi in contemporanea allo sciopero dei trasporti pubblici, con la previsione di due distinti cortei che potrebbero generare pesanti criticità sulla mobilità urbana.

Due cortei per un’unica protesta: viale Glorioso e Piramide i punti di partenza

Il primo corteo partirà da viale Glorioso, nel cuore del rione Trastevere, dove si raduneranno alle ore 10 i collettivi autorganizzati dei licei romani. Tra le scuole coinvolte: Righi, Virgilio, Aristofane e Tasso. Sono previsti pre-concentramenti fin dalle prime ore del mattino in diverse zone strategiche della città, tra cui stazione Nomentana, Lepanto, piazza Fiume, Colosseo, Porta Maggiore, Garbatella e l’area attorno al liceo Manara di Monteverde. Il percorso del corteo prevede il passaggio davanti all’Ufficio scolastico regionale con arrivo finale al ministero dell’Istruzione, obiettivo comune delle mobilitazioni.

Piramide punto di partenza del secondo corteo: in piazza anche collettivi universitari

Parallelamente, un secondo corteo prenderà avvio da piazzale Ostiense (Piramide). A guidarlo saranno i movimenti Osa e Cambiare Rotta, che hanno promosso l’iniziativa denominata “No Meloni Day”. Oltre alla protesta contro le politiche scolastiche, è stata annunciata l’intenzione di “bloccare l’università”, con un’adesione significativa prevista da parte degli studenti dell’università La Sapienza e di altri atenei capitolini. Entrambi i cortei convergeranno verso il ministero dell’Istruzione, simbolo della contestazione contro l’attuale gestione del sistema scolastico e universitario.

Le motivazioni della protesta: scuola inclusiva e solidarietà internazionale

Lo sciopero studentesco si articola attorno a più rivendicazioni politiche e sociali. Oltre alla critica verso l’operato del ministro Valditara e del governo Meloni, i manifestanti chiedono una scuola più inclusiva, maggiori investimenti nell’istruzione e l’esclusione di ogni forma di repressione e discriminazione.

Un’altra bandiera della protesta è la solidarietà alla Palestina, che si intreccia con la richiesta di un’educazione che promuova la giustizia sociale e i diritti umani.

Nei giorni precedenti alla mobilitazione, alla Sapienza sono comparsi fantocci con le sembianze della premier Giorgia Meloni e di Giuseppe Gasparri, considerati dai collettivi simboli delle politiche da contestare. L’iniziativa ha fatto da preludio alla mobilitazione nazionale, definita dagli organizzatori come un’azione dirompente contro lo status quo.

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