Rendere trasparente, accessibile e digitalmente gestibile l’intero patrimonio pubblico di Roma è la sfida lanciata dal Campidoglio all’inizio della consiliatura e oggi, a fine 2025, il progetto “Atlante” ha già prodotto risultati concreti e su larga scala. Lanciato ufficialmente nel 2023, il portale consente la consultazione online di oltre 100mila immobili pubblici, grazie a una piattaforma intuitiva, aperta e aggiornata, nata per colmare un vuoto storico nella conoscenza e nella gestione dei beni capitolini.
La digitalizzazione è partita da una condizione di disordine e frammentazione, in cui mancavano dati precisi su alloggi, parchi, strade, concessioni e immobili Erp. Per porre rimedio, è stato creato “Reftree”, un software avanzato sviluppato da un consorzio di aziende (tra cui KPMG, IdeaRE, Almaviva) che ha permesso di costruire una mappatura dettagliata e aggiornata del patrimonio.
Atlante è accessibile a chiunque, senza necessità di Spid o credenziali. I cittadini possono cercare abitazioni, impianti sportivi, scuole, strade e locali commerciali, con schede informative complete. Attualmente, circa 48mila immobili sono già consultabili e 42mila hanno schede patrimoniali certificate. L’obiettivo dell’assessore Tobia Zevi è chiaro: entro il 2026, l’intero patrimonio sarà digitalizzato e visibile, con l’unica eccezione dei beni sensibili, come gli alloggi protetti per donne vittime di violenza.
Grande attenzione è stata riservata anche all’edilizia popolare: l’app MyErp, operativa dal 2025, consente a 48mila inquilini di gestire contratti, pagamenti e segnalazioni direttamente online. Per chi ha difficoltà con il digitale, sono attivi sportelli fisici e il supporto dei Caf.
Una delle novità più avanzate è la digitalizzazione tridimensionale degli immobili, realizzata in collaborazione con le università romane. Attraverso tour virtuali, cittadini e operatori potranno esplorare gli spazi comunali, con vantaggi sia per la fruizione che per la manutenzione.