Un autista Atac di 53 anni è stato violentemente aggredito mercoledì 19 novembre al capolinea di Fidene, nella periferia nord di Roma. L’episodio, avvenuto in tarda serata, ha provocato al lavoratore la frattura del setto nasale, oltre a diversi traumi al volto. L’uomo è stato soccorso e trasportato in codice giallo all’ospedale Sant’Andrea, mentre i carabinieri hanno avviato le indagini per rintracciare il responsabile.
Secondo quanto ricostruito, l’aggressione è avvenuta a largo Sasso Feltrio, dove il mezzo della linea 341 aveva concluso la corsa. In quel momento, un passeggero avrebbe contestato all’autista una presunta corsa saltata, trasformando la discussione in una violenta aggressione fisica con calci e pugni. Dopo il pestaggio, l’uomo si sarebbe dileguato, facendo perdere le proprie tracce prima dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Intervento dei carabinieri e prime verifiche
Sul posto sono intervenuti i carabinieri della stazione di Fidene, che hanno ascoltato il racconto della vittima e raccolto le prime testimonianze. Le ricerche del responsabile sono tuttora in corso, mentre le immagini delle telecamere presenti nell’area potrebbero rivelarsi decisive per l’identificazione dell’aggressore.
Sindacati: “Cresce un clima di pericolo intollerabile”
I rappresentanti delle sigle Usb e Orsa Tpl, Michele Frullo e Fulvio Spelonca, hanno espresso forte allarme dopo quanto accaduto a Fidene. In una nota congiunta, i due sindacalisti hanno ricordato che si tratta solo dell’ultimo episodio di una serie ormai frequente, citando i recenti lanci di sassi contro gli autobus in transito su via Luigi Candoni e un’altra aggressione registrata al capolinea della linea 14, nella zona del Quarticciolo.
«La situazione sta degenerando», sottolineano Frullo e Spelonca, chiedendo interventi urgenti per garantire maggiore protezione ai dipendenti Atac. Le organizzazioni dei lavoratori hanno inoltrato una lettera ad Atac e al Comune di Roma per sollecitare la costituzione di parte civile in caso di processo e la riapertura di un tavolo con la prefettura, con l’obiettivo di definire misure concrete per il contrasto alle aggressioni.
Richiesta di più tutele e sicurezza sul lavoro
Per i sindacati, l’attuale scenario rappresenta un livello di rischio non più accettabile. Gli autisti – spiegano – svolgono un servizio essenziale e non dovrebbero essere esposti a episodi di violenza durante il turno o al termine della giornata. «I lavoratori del trasporto pubblico locale hanno diritto a rientrare a casa incolumi», ribadiscono.