Taxi e NCC, i romani approvano ma le attese restano troppo lunghe

Dallo studio della Fondazione Caracciolo emerge una fotografia dettagliata del trasporto non di linea nella Capitale: pochi mezzi, attese lunghe e una domanda sempre più diversificata

Taxi

Un’offerta inferiore alla domanda, tempi di attesa lunghi e giudizi contrastanti da parte di cittadini e turisti. È quanto emerge dallo studio sul trasporto pubblico non di linea, presentato il 21 novembre dalla Fondazione Caracciolo alla presenza dell’assessore ai Trasporti di Roma Capitale, Eugenio Patanè. Il rapporto fornisce un quadro aggiornato su taxi e NCC nella Capitale, evidenziando i punti di forza ma anche le criticità di un servizio considerato essenziale per la mobilità urbana.

Numeri insufficienti rispetto ad altre città europee

A Roma circolano attualmente 8436 taxi, una cifra che, rapportata alla popolazione residente, equivale a 30,6 vetture ogni 10mila abitanti. Il confronto con altre capitali europee evidenzia un forte squilibrio: Madrid conta 87 taxi per 10mila abitanti, Parigi 79 e Barcellona 63. In termini di densità territoriale, Roma registra 6,6 taxi per chilometro quadrato, contro i 26,7 di Milano e i 169,6 di Parigi, segnando un chiaro limite nella capillarità del servizio.

Anche per questo, secondo il Campidoglio, si è proceduto al rilascio di 1000 nuove licenze e all’introduzione di circa 600 doppie guide, con un incremento dell’offerta stimato intorno al 20%. Particolare attenzione è stata data anche all’accessibilità, con il numero di veicoli per il trasporto di persone con disabilità aumentato da 40 a 240 in pochi anni.

Chi usa il taxi e chi sceglie l’NCC

Lo studio evidenzia una forte diversificazione nell’utenza di taxi e NCC, sia per motivi anagrafici che reddituali. I taxi sono preferiti dai romani, considerati più accessibili e convenienti, mentre i turisti si orientano più spesso verso gli NCC, apprezzandone la puntualità, la trasparenza delle tariffe e la professionalità dei conducenti.

Nel dettaglio, la fascia 26-35 anni risulta essere la più frequente utilizzatrice del servizio taxi (46,3%), mentre gli over 76 dichiarano nella maggior parte dei casi di non usarli mai. I redditi alti (oltre 100mila euro) sono associati a una maggiore frequenza d’uso del taxi, ma è la fascia tra i 20 e i 40mila euro a mostrare numeri assoluti più consistenti.

Gli NCC, invece, sono utilizzati più frequentemente dai romani tra i 46 e i 55 anni e dai giovani adulti, seppur in percentuali più contenute (massimo 6%). La maggioranza degli utenti accede al servizio tramite contatto diretto, mentre Uber è usato dal 35,9% dei turisti e dal 31,6% dei residenti.

Giudizi divisi: turisti critici, residenti polarizzati

Lo studio registra una valutazione negativa del servizio da parte del 54% dei turisti, mentre i romani appaiono più divisi: il 30,5% assegna il punteggio massimo (5 su 5), ma quasi la stessa percentuale (29,5%) esprime un giudizio basso. Per entrambe le categorie, uno dei principali motivi di insoddisfazione riguarda i tempi di attesa: tra i 3 e i 5 minuti per circa il 35% degli utenti, ma oltre i 10 minuti per il 31% dei turisti, che ne fanno il primo motivo di lamentela (24,4%), seguito dai romani (20,7%).

Tra le preferenze, i turisti scelgono l’NCC anche per la professionalità dei conducenti (20,1%) e per la certezza del prezzo (18,6%), mentre i romani prediligono il taxi per il costo percepito come più vantaggioso (30,6%), ma anche per la professionalità (19,4%).

Età media dei mezzi e degli utenti

Lo studio della Fondazione Caracciolo fornisce anche un’analisi sull’età media dei veicoli e dei loro utilizzatori. I mezzi in circolazione, sia taxi che NCC, risultano mediamente vecchi, e questo incide sulla qualità percepita del servizio. Gli utenti abituali, invece, rientrano prevalentemente nella fascia tra i 26 e i 55 anni, mentre i più anziani e i giovanissimi tendono a farne uso solo in situazioni eccezionali o a non utilizzarli affatto.

Tecnologia e riforme per il futuro del settore

Uno degli aspetti centrali del rapporto riguarda il ruolo delle nuove tecnologie, considerate decisive per migliorare il servizio: trasparenza, tracciabilità e pagamenti digitali sono ormai elementi fondamentali per la soddisfazione dell’utenza. In quest’ottica, la Fondazione Caracciolo propone un aggiornamento del settore, con regole più moderne, incentivi all’innovazione e maggiore controllo sulla qualità del servizio.

Giuseppina Fusco, presidente dell’Automobile Club Roma, ha sottolineato come “Roma stia attraversando una trasformazione della mobilità” e che solo attraverso strumenti digitali diffusi e regole più aggiornate sarà possibile rendere i taxi e gli NCC adeguati alla complessità della Capitale.

Subscribe
Notificami
guest
0 Commenti
più nuovi
più vecchi più votati
Inline Feedbacks
View all comments

Articoli correlati

maratona Roma, Rome 15k
Famiglie, turisti e sportivi animano il centro di Roma...
Primavalle, spinaceto, colli portuensi, Rissa Torre Angela, polizia arresto
Due anarchici, Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, sono morti nell'esplosione al Casale del Sellaretto a...
ospedale
L'ospedale Isola Tiberina – Gemelli Isola porta in Italia una nuova terapia mininvasiva per il...

Altre notizie

Altre notizie