Tre giovani di origine marocchina sono stati arrestati con l’accusa di violenza sessuale di gruppo, rapina e lesioni, in relazione allo stupro avvenuto la notte del 25 ottobre 2025 nel parco di Tor Tre Teste, a Roma. La vittima, una ragazza di 20 anni, si trovava appartata in auto con il fidanzato 24enne, quando è stata aggredita da tre uomini armati che hanno fatto irruzione nel veicolo infrangendo un finestrino.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, uno degli aggressori ha trascinato fuori la ragazza mentre gli altri due immobilizzavano il compagno. La giovane è stata violentata sul posto, sotto la minaccia e senza possibilità di difesa da parte del fidanzato, costretto ad assistere all’intera scena. Dopo l’aggressione, la coppia ha immediatamente denunciato l’accaduto alle forze dell’ordine, dando il via a una complessa indagine.
I primi due sospetti sono stati individuati a Roma il 28 ottobre, mentre il terzo è stato rintracciato a Verona quasi un mese dopo, il 24 novembre. Tutti e tre sono giovani nordafricani, ritenuti gravitanti attorno alla zona del Quarticciolo. Le indagini della procura hanno portato all’emissione di un decreto di fermo nei loro confronti. Durante le perquisizioni, sono stati sequestrati anche i telefoni cellulari dei tre fermati e delle vittime, per acquisire ulteriori elementi probatori.
Tuttavia, permangono dubbi legati ai riscontri scientifici. Le tracce biologiche rinvenute sul corpo della ragazza non sembrerebbero infatti appartenere all’uomo da lei identificato come autore materiale della violenza. Al contrario, gli esami del DNA effettuati all’interno dell’auto hanno confermato la presenza dei tre fermati, sollevando l’ipotesi che altri soggetti possano aver preso parte all’aggressione e che il gruppo fosse più numeroso.
Le indagini proseguono per chiarire definitivamente dinamiche e responsabilità. La procura intende verificare ogni dettaglio, anche alla luce di un precedente episodio di violenza sessuale avvenuto nella stessa zona: ad agosto, una donna di 60 anni era stata aggredita in circostanze simili, aprendo interrogativi sulla sicurezza dell’area e su eventuali collegamenti tra i due episodi.