Marconi, via l’ex Città del Gusto: al suo posto 200 appartamenti e uno spazio pubblico

Dopo un contenzioso durato quasi un decennio, il quartiere cambia volto: demolito l’ecomostro sul Tevere, in arrivo nuove residenze e un’area a uso pubblico

Roma

Il quartiere Marconi si prepara a una nuova trasformazione urbanistica: dopo anni di abbandono e degrado, l’ex Città del Gusto verrà finalmente demolita, liberando uno degli affacci più suggestivi sul Tevere. Lo scheletro in cemento armato dell’edificio che un tempo ospitava il multisala UniCinema Marconi, un presidio ASL, un supermercato e la sede della Città del Gusto – ex Comprensorio Agrario Marconi – sarà presto abbattuto, lasciando spazio a circa 200 nuovi appartamenti.

Il lungo contenzioso giudiziario che bloccava l’area si è concluso nel 2024, con la prescrizione dei reati che gravavano sulla struttura e la successiva rimozione dei sigilli. L’amministrazione capitolina, guidata dal sindaco Gualtieri, ha escluso l’edificio dalla “Carta della Qualità”, riconoscendone lo stato di degrado e abbandono: da nove anni, la struttura rappresentava un vero e proprio ecomostro, visibile dal parco del Tevere, uno dei più frequentati della città.

Secondo quanto dichiarato dall’assessore all’urbanistica Maurizio Veloccia, la proprietà – Zeis Srl, società del gruppo WeBuild – dovrà ora presentare un nuovo progetto, in quanto i precedenti titoli edilizi legati al “Piano Casa” sono decaduti. Nonostante l’assenza di un progetto definitivo, l’obiettivo è chiaro: trasformare l’area in un nuovo polo residenziale, senza la necessità di varianti urbanistiche. Il numero stimato di unità abitative si aggira attorno alle duecento, ma non è ancora stato confermato ufficialmente.

Al posto dell’ex polo commerciale e direzionale, non ci sarà più spazio per funzioni miste: decadono così anche alcune aspettative espresse dal territorio, come la possibile realizzazione di un centro sanitario legato alla ASL. Tuttavia, l’amministrazione ha chiesto alla proprietà di destinare una parte dell’area a uso pubblico, con l’ipotesi – ancora da definire – di una nuova piazza o un ampliamento della zona pedonale sul lungotevere Gassman.

L’operazione rientra in un più ampio piano di rigenerazione urbana per il quadrante Marconi, che ha già visto altri progetti prendere forma, tra cui la riqualificazione del Parco Papareschi, la realizzazione di uno studentato nell’ex stabilimento Mira Lanza e la costruzione di un parcheggio interrato a piazzale della Radio.

Il quartiere, simbolo della Roma industriale del Novecento, continua così a cambiare pelle, cercando di conciliare la pressione abitativa con la necessità di spazi pubblici e sostenibilità urbana. In attesa della presentazione ufficiale del progetto, resta una certezza: il profilo urbano di Marconi perderà uno dei suoi simboli del degrado, sostituito da nuove funzioni residenziali e, si auspica, da servizi accessibili alla cittadinanza.

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