Trasferita a 700 km dopo una violenza, i sindacati: “È licenziamento mascherato”

Il caso di una dipendente di Clayton Italia solleva l’allarme del sindacato Fisascat-Cisl: il trasferimento da Roma al Nord viene definito un “licenziamento mascherato”

violenza sessuale

Un trasferimento improvviso e distante oltre 700 chilometri dalla propria casa e sede lavorativa è quello imposto nei giorni scorsi a una dipendente di Clayton Italia, nota azienda del settore abbigliamento maschile. La lavoratrice, in forza a Roma, è stata destinata a una nuova sede nel Nord Italia, con una decisione che ha suscitato la forte reazione della Fisascat Cisl di Roma Capitale e Rieti, che ha definito il provvedimento “irricevibile”.

La gravità della vicenda è aggravata dalla condizione personale della donna, che ha recentemente usufruito del congedo retribuito previsto per le vittime di violenza di genere. In questo contesto, il sindacato interpreta il trasferimento come un possibile atto di ritorsione o marginalizzazione, definendolo senza mezzi termini un “licenziamento mascherato”.

Il sindacato esprime “sconcerto e indignazione” di fronte a un gesto considerato insensibile, soprattutto alla luce della recente Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. “Chi affronta eventi drammatici non può essere lasciato solo, né sul piano umano né su quello lavorativo”, afferma la Fisascat-Cisl, che invita l’azienda a ritirare immediatamente il provvedimento.

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