Francis Kaufmann andrà a processo con giudizio immediato. La procura ha formalizzato l’accusa per il duplice omicidio di Anastasia Trofimova e della piccola Andromeda, i cui corpi sono stati ritrovati il 7 giugno scorso a Villa Pamphili, a Roma. L’uomo, cittadino statunitense, è imputato per omicidio aggravato da motivi futili e abietti, minorata difesa, relazione affettiva e discendenza, oltre che per l’occultamento di cadavere.
Secondo quanto emerso dalle indagini, Anastasia sarebbe stata strangolata mentre era in stato di incoscienza dovuto all’alcol, circostanza che ha portato i magistrati a contestare l’aggravante della “minorata difesa”. Dopo averla uccisa, Kaufmann avrebbe vagato con in braccio la figlia, per poi fare ritorno nel parco e compiere anche il secondo omicidio.
Kaufmann in aula: silenzio alle domande, accuse ai magistrati
Davanti al gip, Kaufmann ha scelto di non rispondere alle domande ma ha rilasciato dichiarazioni spontanee, attaccando duramente i magistrati italiani e proclamandosi innocente. In precedenza era stato arrestato in Grecia, a Larissa, dove aveva già espresso le sue accuse durante l’udienza di convalida. Dopo il trasferimento in Italia, è stato rinchiuso in carcere a Roma.
L’uomo viveva da pochi mesi nella Capitale insieme ad Anastasia e alla figlia, conosciuta a Malta. Utilizzava diversi alias – tra cui Rexal Ford e Matteo Capozzi – e documenti falsi. Era già stato segnalato alle forze dell’ordine per comportamenti violenti. Inizialmente imputato solo per l’omicidio della bambina, l’accusa è stata poi estesa anche alla madre, su cui in un primo momento non erano stati trovati segni evidenti di violenza.
Falsi documenti e identità multiple: il passato oscuro dell’imputato
Il profilo di Kaufmann si fa sempre più inquietante, anche alla luce dei documenti falsi e delle identità alternative con cui si muoveva in Europa. Un comportamento che, secondo gli inquirenti, evidenzia una precisa volontà di eludere i controlli e una pericolosa lucidità premeditativa.
Il processo, che si preannuncia delicato e mediaticamente rilevante, potrebbe ora chiarire le responsabilità di un caso che ha sconvolto l’opinione pubblica per la sua brutalità.