Protesta a Roma per la Palestina e contro il governo Meloni: Greta Thunberg in corteo

Oltre mille persone hanno partecipato alla manifestazione, con Greta Thunberg in testa al corteo per sostenere la causa palestinese e contestare la legge di bilancio del governo Meloni

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Sabato 29 novembre, migliaia di persone hanno sfilato a Roma per una manifestazione che ha attraversato il centro della città, da Porta San Paolo a piazza di Porta San Giovanni, per sostenere la causa palestinese e contestare la finanziaria presentata dal governo Meloni. La protesta, convocata dai sindacati di base come USB, è stata pacifica, ma vibrante e ricca di contenuti politici.

Greta Thunberg e la causa palestinese

In testa al corteo, accanto all’attivista brasiliano Thiago Avila, c’era Greta Thunberg, che ha portato la sua voce contro la violenza a Gaza. Durante il percorso, Thunberg ha ricordato le parole degli stessi palestinesi, che denunciano un genocidio in corso. “Quando c’è un genocidio bisogna fermare i trasferimenti di armi, interrompere la complicità finanziaria e militare, e lavorare per fermare le violenze”, ha dichiarato l’attivista svedese, facendo appello alla comunità internazionale per un cambiamento concreto. La sua partecipazione ha dato ulteriore risonanza alla manifestazione, attirando l’attenzione anche dei media internazionali.

Messaggi contro la guerra e la politica del governo

La manifestazione ha preso una piega decisa anche contro la politica del governo Meloni. “Libertà per Marwan e tutti i prigionieri palestinesi” è stato uno dei principali slogan, con cartelli e striscioni che hanno evocato la figura di Marwan Barghuthi, noto politico palestinese in carcere da più di vent’anni. La protesta ha fatto il punto sulla situazione di prigionieri politici come Barghuthi e su come il trattamento dei prigionieri palestinesi venga spesso ignorato dalla comunità internazionale.

I manifestanti hanno anche ribadito le loro preoccupazioni contro la politica militare del governo italiano, chiedendo di fermare il riarmo e il sostegno a Israele. Lo slogan “Fermiamo il governo della guerra” ha risuonato con forza lungo il percorso, soprattutto tra i giovani partecipanti. Altri striscioni richiamavano la necessità di una vita dignitosa per tutti, chiedendo salari più alti e condizioni di vita migliori, in particolare per i lavoratori.

Un corteo pacifico ma determinato

La manifestazione si è svolta in modo pacifico e ordinato, con un corteo che ha attraversato il centro città per arrivare a Piazza San Giovanni, tradizionale punto di arrivo per molte manifestazioni sindacali e politiche. Lì, USB ha chiuso il corteo, sottolineando l’importanza di lottare per una “vita dignitosa” e per una Palestina libera, mentre si contestava la legge di bilancio che a loro avviso favorisce il riarmo e le spese militari a discapito dei diritti sociali.

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