Roma continua a registrare il numero più alto di nuove diagnosi di Hiv in Italia, con l’incidenza che supera ampiamente la media nazionale. Secondo l’ultimo rapporto dell’Istituto Superiore di Sanità aggiornato al 2024, la capitale è al primo posto tra le città italiane per numero di casi.
Dati preoccupanti: mentre a livello nazionale l’incidenza di nuove diagnosi di Hiv è pari a 4,0 ogni 100.000 residenti, nella Regione Lazio questo valore sale a 5,8, il più alto in Italia. Nel 2024 sono state registrate 361 nuove diagnosi nella regione, pari al 15,2% del totale nazionale, con un incremento del 4% rispetto all’anno precedente. Di queste, 331 riguardano residenti nel Lazio, mentre il resto (30) proviene da altre regioni.
A Roma, l’incidenza delle nuove diagnosi è particolarmente elevata: 6,3 ogni 100.000 residenti per Hiv, e per Aids una stima di ≥1,50 ogni 100.000 residenti.
Fattori di rischio e trasmissione: oltre metà delle nuove diagnosi a Roma (54,7%) riguardano uomini che hanno rapporti sessuali con altri uomini. Il 24,7% riguarda uomini eterosessuali, mentre il 17,6% donne eterosessuali. Solo l’1,1% dei casi è legato all’uso di droghe per via iniettiva.
Proposta degli infettivologi del Lazio: per fronteggiare l’aumento dei casi di infezioni sessualmente trasmissibili, gli infettivologi del Lazio hanno suggerito l’istituzione di una figura di infettivologo del territorio. Questa figura dovrebbe essere presente nelle Case della Salute e nelle Asl, con l’obiettivo di migliorare la gestione di malattie infettive e prevenire possibili epidemie.