Villa Silvestri Rivaldi, uno dei più prestigiosi gioielli del patrimonio farnesiano, è pronta a tornare alla comunità dopo anni di incuria e abbandono. Situata in una posizione privilegiata che si affaccia sul Colosseo e sui Fori Romani, la villa è finalmente oggetto di un ampio restauro e valorizzazione, grazie all’accordo di programma tra la Regione Lazio e il Ministero della Cultura (Mic). I fondi provengono dal Fondo Sviluppo e Coesione (Fsc), con la collaborazione dell’Istituto Centrale per il Restauro.
Un recupero atteso da decenni
Il progetto di recupero è stato avviato grazie alla determinazione del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ha raccontato il suo lungo impegno per riportare alla luce questo importante pezzo di storia romana: “Posso dire di aver lavorato perché si arrivasse a questo momento da venti anni fa, quando da giovane amministratore di Santa Maria in Aquiro scoprii che fra le proprietà dell’Istituto c’era questo meraviglioso palazzo”, ha spiegato Rocca, sottolineando come la villa fosse stata trascurata per anni a causa della mancanza di risorse.
Un progetto di ampio respiro
Il recupero dell’edificio, che si trova nel cuore di Roma, si presenta come un’opera complessa, ma il presidente Rocca ha confermato che, almeno, “siamo partiti”. L’obiettivo finale è quello di restituire la villa alla città come uno spazio accessibile alla comunità e come luogo di rappresentanza culturale. La villa, costruita tra il 1542 e il 1549 su concessione di Paolo III Farnese per Eurialo Silvestri da Cingoli, è un esempio straordinario di residenza cinquecentesca arricchita da affreschi pregevoli e collezioni di marmi antichi.
Le fasi storiche della Villa
Dopo la morte di Silvestri (1566-1567), la villa passò nelle mani di famiglie nobili come i Medici, i Colonna, i Margotti e i Pio di Savoia. Nel 1660, grazie alla donazione di Ascanio Rivaldi, la villa venne trasformata in convento e divenne successivamente una delle più importanti fabbriche tessili del Seicento romano. Durante questa fase, gli affreschi furono coperti da ridipinture anonime e sono rimasti nascosti fino agli inizi del XXI secolo.
Un concorso per il futuro della villa
Nel 2026 partirà un concorso di idee per decidere la destinazione futura della villa, che probabilmente avrà una funzione museale, data la ricchezza degli affreschi. Questa fase del progetto segna un passo importante nel recupero della villa come patrimonio condiviso.
Apertura ai cittadini
Nel frattempo, la villa inizia ad aprirsi al pubblico. A partire dal 15 dicembre e fino al 6 gennaio, i giardini di Villa Silvestri Rivaldi saranno accessibili ai cittadini, con l’aggiunta di luminarie natalizie per festeggiare le festività. Simona Baldassarre, assessora alla Cultura della Regione Lazio, ha annunciato l’iniziativa, sottolineando l’importanza di rendere il luogo fruibile alla cittadinanza in occasione delle festività natalizie.