Una grave vicenda di violenza si è consumata alla Magliana, dove un 20enne peruviano è stato trovato in strada dopo essere stato vittima di abusi in un appartamento occupato. Il ragazzo, ubriaco, è riuscito a chiamare i soccorsi, raccontando di essere stato aggredito. I fatti risalgono alla serata del 9 dicembre e, secondo le prime ricostruzioni, sarebbero avvenuti in un appartamento in via dell’Impruneta, un ex edificio scolastico occupato, noto per essere un punto di riferimento per attività illegali.
La polizia ha identificato un connazionale di 35 anni, che è stato denunciato per violenza sessuale. Il giovane, dopo aver chiesto aiuto alle forze dell’ordine, è stato trasportato al policlinico Casilino, dove sono state riscontrate ferite guaribili in 41 giorni. Gli investigatori mantengono il massimo riserbo sull’inchiesta, anche se si sta valutando un video che potrebbe contenere elementi utili a chiarire la dinamica dell’aggressione. Tuttavia, non è ancora stato accertato se le immagini siano decisive per la conferma delle violenze denunciate dal 20enne.
Le circostanze dell’abuso
Secondo le indagini, il ragazzo e il suo aggressore, entrambi originari del Perù, avevano trascorso la serata insieme insieme a una terza persona. In seguito, si sono recati nell’appartamento occupato, dove, secondo il racconto del giovane, sarebbero stati consumati gli abusi. La situazione, gravissima, è stata scoperta quando il 20enne, ancora sotto effetto dell’alcol, è stato visto in strada e ha avuto la forza di chiedere aiuto.
Le reazioni politiche
Sull’episodio è intervenuto anche il consigliere municipale di Fratelli d’Italia, Marco Palma, il quale ha sollevato dubbi sulle circostanze che hanno portato a tale tragedia. Se confermato che l’abuso si è consumato nell’ex scuola occupata 8 Marzo, Palma ha sottolineato la preoccupante realtà di un’area che risulta fuori controllo. “Mi domando come mai nessuno abbia visto o sentito nulla”, ha commentato, riferendosi alla totale assenza di interventi da parte di chi potrebbe aver assistito agli eventi. Secondo il consigliere, l’episodio sarebbe una testimonianza della “situazione di immobilismo e garantismo istituzionale” che da decenni caratterizza l’ex scuola occupata.