Il Tar del Lazio ha accolto il ricorso di 70 aspiranti tassisti che avevano partecipato al concorso per il rilascio di 1.000 nuove licenze taxi nel Comune di Roma, dichiarando in parte nulla la delibera con cui erano state approvate le graduatorie definitive. La causa di questo disguido è stata la cosiddetta “opzione 3”, che ha generato polemiche tra i partecipanti e il Comune di Roma.
Cos’è l’opzione 3?
Il bando per la selezione dei nuovi tassisti prevedeva tre opzioni: licenze ordinarie (800), licenze per persone con mobilità ridotta (200) e l’opzione 3, che permetteva di concorrere per entrambe. Tuttavia, quando sono state pubblicate le graduatorie, chi aveva scelto l’opzione 3 si è ritrovato in fondo alla classifica, indipendentemente dal punteggio ottenuto, suscitando le proteste dei candidati. Il Comune di Roma giustificava questa scelta sostenendo che chi aveva selezionato l’opzione 3 fosse destinato a colmare eventuali vuoti nelle graduatorie specifiche, in particolare quelle per la mobilità universale. Al contrario, i ricorrenti ritenevano che il bando consentisse loro di concorrere alle licenze ordinarie e per disabili con le stesse possibilità degli altri.
La sentenza del Tar
Il Tar ha dato ragione ai 70 ricorrenti, stabilendo che il bando non prevedeva penalizzazioni per chi avesse scelto l’opzione 3 e che le graduatorie avrebbero dovuto essere stilate sulla base del solo punteggio ottenuto dai partecipanti, senza alcuna preferenza per chi aveva selezionato una tipologia di licenza specifica. I giudici hanno quindi annullato parte delle graduatorie, in quanto i candidati con punteggi più alti erano stati penalizzati solo per la scelta dell’opzione 3, come dimostrato dal bando stesso.
Cosa succede ora?
Il Comune di Roma ha già annunciato che farà ricorso al Consiglio di Stato, chiedendo la sospensiva della sentenza del Tar. Nel frattempo, sono in corso le ultime assegnazioni delle 176 licenze rimaste, e alcuni ricorrenti, che già lavorano come tassisti per il trasporto disabili, potrebbero passare alle licenze ordinarie, escludendo altri aspiranti.
Le reazioni politiche
Le opposizioni hanno attaccato la giunta Gualtieri-Patanè accusandola di aver gestito il bando in modo poco trasparente e confuso. I consiglieri di Fratelli d’Italia hanno chiesto di applicare rapidamente la sentenza e di garantire regole chiare e uguali per tutti, avvertendo che nuovi contenziosi potrebbero paralizzare ulteriormente il settore. Inoltre, la questione potrebbe dar luogo a richieste di risarcimento, in quanto le licenze erano a “titolo oneroso”, con costi che vanno dai 75.500 euro per le licenze ordinarie ai 58.500 euro per quelle per il trasporto disabili.