Dal 7 gennaio, visitare la Fontana di Trevi costerà due euro: la celebre opera barocca, seconda attrazione più visitata di Roma dopo il Colosseo, introdurrà un ticket d’ingresso per i turisti, mentre i residenti della Capitale continueranno ad accedervi gratuitamente.
Il nuovo sistema arriva a conclusione di un lungo percorso amministrativo e logistico, sostenuto dall’assessore al Turismo Alessandro Onorato e promosso dal Campidoglio in collaborazione con Zètema e la Sovrintendenza. L’obiettivo è duplice: tutelare il monumento e gestire in modo più ordinato i flussi turistici, soprattutto in alta stagione.
Ispirazione dal Pantheon, via le transenne per eleganti delimitazioni
Già dal 22 dicembre la piazza è soggetta a un contingentamento massimo di 400 persone contemporaneamente. Gli steward, riconoscibili dalle pettorine blu e dotati di fischietto, vigilano sull’area e si stanno preparando al nuovo assetto, che prevede due percorsi separati: uno riservato ai turisti paganti e uno dedicato ai romani.
Il tutto sarà delimitato da eleganti paletti in ottone, che sostituiranno le attuali transenne, con la possibilità di pagamento anche tramite carta di credito. L’impostazione segue il modello già sperimentato con successo al Pantheon, dove dal luglio 2023 l’ingresso è a pagamento con tariffe ridotte per i giovani.
Fontana di Trevi simbolo da proteggere: parte la rivoluzione d’accesso
Il nuovo corso per la Fontana di Trevi è stato studiato per partire dopo l’Epifania e il Giubileo, così da non interferire con il periodo natalizio. Una decisione che punta a bilanciare le esigenze turistiche con la necessità di preservare il sito.
L’amministrazione capitolina punta così a valorizzare uno dei luoghi più iconici della città, mantenendone l’accessibilità per i cittadini e introducendo un contributo minimo per i visitatori, come forma di responsabilizzazione e sostegno alla manutenzione del patrimonio.