Prati dell’acqua acetosa: parco rinnovato ma ciclabile incompleta

Il parco realizzato sulla confluenza tra Tevere e Aniene presenta ancora criticità per i ciclisti, che incontrano ostacoli per raggiungere il resto della rete ciclabile

ciclabile

Vicino alla confluenza tra il Tevere e l’Aniene, il parco d’affaccio dei Prati dell’Acqua Acetosa è il risultato di un’imponente opera di riqualificazione urbana. Inaugurato con grande enfasi dal sindaco, che ha ricordato che sono state rimosse ben 4600 tonnellate di rifiuti per renderlo fruibile, il parco ha restituito alla città un’area verde di 8 ettari e mezzo. Nonostante gli sforzi per riqualificarlo, il parco rimane però spesso deserto, con scarsa affluenza di cittadini.

La ciclabile scollegata e poco accessibile

Il parco è stato dotato di una pista ciclabile che dovrebbe collegare due quadranti della città: da una parte fino a Castel Giubileo, dall’altra verso Villa Ada. Tuttavia, come molti ciclisti hanno sottolineato, il percorso risulta isolato, creando il paradosso di dover prendere l’auto per accedervi. Nonostante alcuni miglioramenti rispetto al passato – la ciclabile, inizialmente realizzata in ghiaia, è stata rifatta con un materiale ecologico più adatto alla bici – rimangono numerosi ostacoli che scoraggiano l’uso quotidiano della pista.

Le criticità nella connessione con altre piste ciclabili

Una volta arrivati a Castel Giubileo, i ciclisti devono affrontare il marciapiede del ponte di Tor di Quinto, che non è una vera ciclabile, ma una strada condivisa con i pedoni. Il fondo sconnesso in lastre di pietra e la scalinata metallica a fine ponte, stretta e ripida, rappresentano barriere difficili da superare. Allo stesso modo, nel lato opposto del parco, in direzione Villa Ada, il percorso ciclabile è interrotto da un tunnel buio e pericoloso, dove le plafoniere sono state rubate, e da marciapiedi sempre più stretti. Nonostante la presenza di una vera ciclabile sul lato opposto, il rischio per i ciclisti di raggiungerla è troppo alto, scoraggiando molti dal percorrerla.

Il varco da aprire nella vegetazione: un’opportunità per migliorare la rete ciclabile

Nonostante le difficoltà, le potenzialità dell’area non sono passate inosservate. Secondo Lorenzo Grassi, un ciclista attivo nella zona, Ponte Salario potrebbe diventare uno snodo ciclabile importante per la città, ma solo se l’amministrazione interviene con lavori adeguati. Un’idea proposta da alcuni cittadini è quella di aprire un collegamento dalla fine della ciclabile Aniene sulla Salaria, passando sotto il ponte moderno e poi sotto un antico arco, immerso in una fitta vegetazione. Questo percorso, purtroppo ancora poco praticabile, potrebbe collegare via Foce dell’Aniene al parco, creando un sistema ciclabile che connetta il parco dei Prati dell’Acqua Acetosa alle dorsali di parchi e piste ciclabili già esistenti, come quello del Parco delle Valli e della Moschea.

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