Il tribunale di Roma ha condannato a tre anni di carcere un carabiniere ritenuto responsabile della morte di un ladro, cittadino siriano di 56 anni, ucciso con un colpo di pistola nel settembre del 2020 nel quartiere Eur. Il militare era accusato di eccesso colposo nell’uso legittimo delle armi.
Il tragico episodio si verificò nel corso di un tentato furto in un ufficio della Capitale. Secondo la ricostruzione dell’accusa, il carabiniere – in servizio all’epoca nel reparto Radiomobile – era intervenuto in via Paolo Di Dono, dopo la segnalazione di un’effrazione in corso.
Carabinieri intervenuti dopo l’allarme per furto
Una volta uscito dall’edificio, il ladro avrebbe reagito all’intimazione di fermarsi colpendo al busto uno dei due carabinieri con un cacciavite. Tentando poi la fuga, l’uomo fu raggiunto da due colpi esplosi dall’arma di ordinanza dell’altro militare, uno dei quali si rivelò fatale.
Il tribunale ha ritenuto che il gesto del carabiniere sia andato oltre quanto consentito dalla legge, configurando l’eccesso colposo. La sentenza apre ora a una riflessione sul delicato equilibrio tra difesa e proporzionalità dell’intervento delle forze dell’ordine.