Termini torna al centro dell’attenzione della prefettura dopo la doppia violenza registrata nei giorni scorsi attorno allo scalo ferroviario di Roma. Per oggi era già previsto un Comitato per l’ordine e la sicurezza a Palazzo Valentini e tra i temi in agenda figura il rafforzamento dei controlli nell’area.
L’obiettivo è individuare ulteriori contromisure utili a migliorare la sicurezza nella cosiddetta “zona rossa”. La stazione è inserita in questo perimetro dal 30 dicembre 2024 e a marzo 2025 l’area era stata estesa anche a Valle Aurelia. Nonostante ciò, il quartiere Esquilino continua a essere percepito come una zona critica e ad alta vulnerabilità.
Termini, il prefetto: “Controlli costanti e indagini serrate”
Sul caso è intervenuto già ieri il prefetto di Roma, Lamberto Giannini, che sollecitato dall’Agi ha dichiarato: “In relazione ai gravissimi episodi avvenuti sottolineo l’immediata ed efficace reazione delle forze dell’ordine. Per quanto riguarda l’aggressione del funzionario del ministero le indagini proseguono con molta determinazione per individuare altri responsabili e chiarire esattamente la dinamica dell’episodio”.
“Continueremo – ha poi aggiunto – l’attività di controllo sulla stazione Termini”, confermando la linea di massima attenzione e presidio costante.
Nel frattempo, gli episodi di violenza hanno acceso il dibattito politico. Luisa Regimenti, segretario di Forza Italia Roma, parla di “grande allarme e preoccupazione” e chiede di rafforzare la videosorveglianza, utilizzare strumenti tecnologici avanzati, inasprire i Daspo urbani e aumentare ulteriormente la presenza delle forze dell’ordine.
Pressioni politiche per un presidio più forte e coordinato
Sulla stessa linea la presidente dell’Assemblea Capitolina, Svetlana Celli, che invita l’esecutivo, “in un clima di massima collaborazione istituzionale”, a potenziare in modo significativo il presidio e le misure di controllo in una delle aree più delicate della città.
Anche la capogruppo capitolina del Partito democratico, Valeria Baglio, sottolinea come sia “indispensabile che il Governo assuma fino in fondo questa responsabilità e adotti le misure necessarie per tutelare chi ogni giorno vive, lavora e attraversa la stazione”. Più duro il giudizio del segretario romano di Azione, Alessio D’Amato, secondo cui “la notte da incubo conferma purtroppo una situazione da terra di nessuno e certifica il fallimento delle politiche del ministero dell’Interno”.