Si allarga il fronte della protesta studentesca nelle scuole superiori di Roma, dove il problema delle aule al gelo continua a generare disagi e mobilitazioni. Dopo le prime iniziative che hanno coinvolto istituti come Pilo Albertelli, Malpighi, Enzo Rossi e Newton, nelle ultime ore lo sciopero ha interessato anche il Pacinotti-Archimede e il liceo Primo Levi, con studenti e studentesse che hanno scelto di non entrare in classe per denunciare il malfunzionamento dei termosifoni.
Il tema delle basse temperature negli ambienti scolastici sta assumendo dimensioni sempre più ampie. Nella giornata di martedì 13 gennaio, alla sede del Pacinotti-Archimede di via Pasquariello, le lezioni si sono svolte in condizioni critiche, con classi costrette a seguire le attività didattiche indossando cappotti e giubbotti. A evidenziare la gravità della situazione è stato Luca Blasi, genitore e assessore municipale alla Cultura, che ha segnalato come diversi studenti si siano già ammalati. Oltre al problema del riscaldamento, l’istituto presenta anche criticità strutturali, tra infiltrazioni, crepe nelle aule e ripetuti episodi di furti, a fronte di richieste di intervento che finora non hanno prodotto risultati concreti.
La protesta si è estesa anche al liceo Primo Levi, in via Francesco Morandini. Qui, nella mattinata odierna, un gruppo numeroso di studenti e studentesse ha scioperato davanti all’edificio scolastico per richiamare l’attenzione sulle temperature insufficienti nelle aule. L’iniziativa, sostenuta dal collettivo OSA Roma Sud, ha rilanciato anche una richiesta più ampia di maggiori investimenti nell’istruzione pubblica, ritenuta una priorità rispetto ad altre voci di spesa.
Le mobilitazioni studentesche stanno quindi assumendo un carattere sempre più diffuso. A partire dal rientro in classe del 7 gennaio, numerosi licei e istituti superiori romani hanno registrato scioperi e forme di protesta, inaugurando una nuova fase di agitazione dopo la conclusione della stagione delle occupazioni, che quest’anno è stata particolarmente intensa. Oltre agli istituti già citati, hanno scioperato anche il Primo Levi, il Pacinotti-Archimede e il Luca Paciolo di Bracciano.
Ulteriori segnalazioni di disagio sono arrivate da scuole come il Virgilio, il Machiavelli e il Plinio Seniore. La Rete degli studenti medi di Roma, impegnata nel monitoraggio costante della situazione, ha inoltre comunicato che il liceo Isabella D’Este di Tivoli ha dovuto ricorrere alla didattica a distanza a causa dei termosifoni spenti. Un quadro in continua evoluzione che evidenzia una criticità strutturale diffusa e ancora irrisolta.