Le nuove regole sulla sanità nel Lazio, che entreranno in vigore dal 1° febbraio 2026, stanno sollevando forti critiche da parte dell’opposizione. Il provvedimento, che prevede cambiamenti significativi sulle liste di attesa e sulla validità delle ricette, è stato aspramente contestato da figure politiche come Alessio D’Amato, consigliere regionale di Azione ed ex assessore alla Sanità nella giunta Zingaretti, e Massimiliano Valeriani del Partito Democratico.
Le accuse di D’Amato: un “calvario inutile”
Alessio D’Amato ha definito le misure introdotte dal presidente della Regione, Francesco Rocca, un vero e proprio “bluff”. In un video pubblicato sulla sua pagina Facebook, D’Amato ha criticato aspramente il provvedimento, affermando che invece di ridurre le liste di attesa, la nuova normativa “diminuisce la validità della ricetta”, costringendo i cittadini a ripetuti passaggi inutili. “Sarà un calvario per i cittadini”, ha dichiarato D’Amato, sottolineando che coloro che vedranno scadere la ricetta senza aver ottenuto una prenotazione saranno costretti o a tornare dal medico di famiglia o a pagare di tasca propria.
Secondo D’Amato, questa misura non solo complica la vita ai cittadini, ma ha anche come obiettivo il “ripulire artatamente le liste d’attesa”, poiché riducendo la validità della ricetta, quest’ultima scompare dal sistema. In questo modo, si fa apparire una diminuzione dei tempi di attesa, ma in realtà si sta solo eliminando la documentazione e la fiducia dei cittadini nel sistema sanitario pubblico.
La critica di Valeriani: il rischio di favorire il privato
Massimiliano Valeriani, consigliere dem, ha focalizzato la sua attenzione sulla riduzione della validità della ricetta, che ora è fissata a 10 o 20 giorni per le urgenze. Secondo Valeriani, questa decisione penalizzerà i cittadini più anziani e meno abbienti, che spesso hanno difficoltà a gestire scadenze così brevi, soprattutto se non sono pratici nell’utilizzo dell’App PrenotaSmart o del portale online. Questi cittadini finiranno per dover tornare più volte dal medico di medicina generale per rinnovare le prescrizioni, aggravando il loro disagio e il carico di lavoro degli studi medici.
Inoltre, Valeriani ha criticato anche la riforma degli ambiti di garanzia, accusando la giunta di non potenziare la sanità pubblica, ma di trasformare il privato in un pilastro del sistema. Secondo il consigliere dem, invece di affrontare il problema delle liste di attesa in modo strutturale, le nuove regole spingono i cittadini verso il settore privato, favorendo un aumento della spesa a carico delle famiglie.
La risposta di Rocca
Il presidente Francesco Rocca ha risposto alle critiche, difendendo le nuove regole come necessarie per migliorare la gestione delle liste di attesa e rendere più efficace il sistema sanitario regionale. Nonostante le polemiche, Rocca ha ribadito che la riforma è volta a garantire più efficienza e equità nel servizio sanitario, sebbene le modifiche siano ancora oggetto di discussione tra i vari schieramenti politici.
Un provvedimento controverso
Il dibattito sulle nuove regole sanitarie in Lazio è destinato a continuare, con l’opposizione che continua a criticarle come una misura che, anziché migliorare la qualità del servizio pubblico, favorisce l’accesso alla sanità privata. In attesa di una comunicazione ufficiale e di possibili modifiche, il futuro del sistema sanitario regionale resta incerto, con i cittadini e i professionisti del settore in attesa di vedere gli effetti concreti delle modifiche.