A partire dal 30 gennaio 2026, la Regione Lazio e Arsial, in collaborazione con l’Associazione Italiana Celiachia Lazio (AIC Lazio), lanciano il progetto “Lazio senza glutine”, dedicato alla tutela delle persone celiache. Il progetto, che prenderà avvio a Frosinone, si svilupperà entro luglio 2026 su tutto il territorio laziale, con l’obiettivo di promuovere la sicurezza alimentare e l’inclusione sociale per circa 26.800 cittadini laziali già diagnosticati con celiachia. Questo rende il Lazio la seconda regione italiana per numero di persone affette dalla patologia.
Un impegno concreto per la salute e l’inclusione sociale
Giancarlo Righini, assessore all’Agricoltura, alla Sovranità Alimentare e al Bilancio della Regione Lazio, ha dichiarato: “Con il progetto ‘Lazio senza glutine’ la Regione Lazio conferma un impegno concreto a favore della salute, della sicurezza alimentare e dell’inclusione sociale. Investire in formazione, informazione e qualità dell’offerta senza glutine significa tutelare i cittadini e allo stesso tempo valorizzare le filiere agroalimentari e la ristorazione del nostro territorio”.
Il progetto mira a integrare la tutela dei cittadini celiaci con lo sviluppo del settore agroalimentare e la sostenibilità economica della regione. L’iniziativa si propone di migliorare la qualità dell’offerta alimentare nelle scuole, nei ristoranti e negli esercizi pubblici, garantendo un ambiente sicuro per chi soffre di celiachia.
Le azioni previste dal progetto
Il progetto “Lazio senza glutine” prevede un quadro organico di azioni che includono:
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Percorsi di formazione per ristoratori e operatori del settore alimentare: Insegnamenti specifici sul trattamento degli alimenti senza glutine e la gestione della celiachia, per garantire che ogni operatore del settore sia in grado di offrire prodotti sicuri e conformi alle normative.
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Attività formative negli istituti alberghieri: Gli studenti degli istituti alberghieri della regione, come l’IPSSEOA di Ceccano a Frosinone, riceveranno formazione sulla preparazione e gestione di alimenti senza glutine, così da essere preparati ad affrontare le esigenze del settore ristorativo.
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Convegni medico-scientifici accreditati ECM: Incontri e aggiornamenti per i professionisti del settore medico, per offrire un’adeguata formazione sulla diagnosi e il trattamento della celiachia.
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Campagna di sensibilizzazione e comunicazione: Una campagna istituzionale per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla celiachia, diffondendo informazioni corrette e pratiche sui rischi e le opportunità di un’alimentazione senza glutine.
La nuova Legge Regionale sulla celiachia
Il progetto segue l’attuazione della Legge Regionale sulla celiachia, che riconosce la celiachia come una priorità di sanità pubblica. Con questa legge, la Regione Lazio si impegna a tutelare la salute delle persone celiache e a promuovere una maggiore consapevolezza sulla patologia tra operatori del settore e cittadini. La legge ha dato impulso anche alla creazione di reti di supporto e di formazione che coinvolgono istituti scolastici, medici e ristoratori, con l’obiettivo di garantire un’offerta alimentare più inclusiva e sicura.
Massimiliano Raffa, Presidente di Arsial, ha dichiarato: “Con il progetto ‘Lazio senza glutine’, vogliamo dare concreta attuazione alla Legge Regionale sulla celiachia, costruendo in sinergia con la Regione Lazio e con tutti i soggetti coinvolti, un sistema regionale più consapevole e preparato. L’obiettivo è garantire sicurezza alimentare, formazione qualificata e una migliore qualità della vita alle persone celiache, valorizzando al contempo il ruolo strategico della ristorazione e delle filiere agroalimentari del Lazio”.
Investimenti e sviluppo sul territorio
Il progetto, che parte da Frosinone e si espanderà in tutta la regione, prevede un investimento complessivo di 190.000 euro. Il finanziamento proviene dalle risorse stanziate dalla legge regionale per il triennio 2025–2027, con l’obiettivo di raggiungere una vasta gamma di beneficiari, dalle scuole ai ristoranti, fino ai professionisti del settore sanitario.
La speranza è che, con il supporto di formazione e informazione adeguata, il Lazio possa diventare un modello di riferimento per altre regioni in Italia, migliorando non solo la qualità della vita delle persone celiache, ma anche creando nuove opportunità di sviluppo per il settore agroalimentare e della ristorazione.