Coldiretti protesta a Roma: “No a olio e nocciole straniere, difendiamo le nostre eccellenze”

Migliaia di produttori si riuniscono per difendere l'olio d'oliva italiano e le nocciole locali, minacciati dalle importazioni straniere

Proteste

Migliaia di produttori si sono riuniti a Roma il 30 gennaio, all’Auditorium Parco della Musica, per partecipare a un appuntamento indetto da Coldiretti in difesa di uno dei pilastri della dieta mediterranea: l’olio d’oliva. Un settore in difficoltà, che deve affrontare non solo le sfide legate ai cambiamenti climatici, come la lotta contro le fitopatie e le problematiche legate all’approvvigionamento idrico, ma anche la crescente concorrenza degli oli stranieri.

Coldiretti ha denunciato come le importazioni di olio tunisino e di olio proveniente da paesi extra UE stiano mettendo a rischio la produzione italiana, alimentando il pericolo di frodi e inganni. L’organizzazione ha richiesto un aumento dei controlli e maggiore trasparenza in etichetta, in particolare per cancellare l’ingannevole regola dell’ultima trasformazione sostanziale, contenuta nel codice doganale, che permette alle importazioni di aggirare le normative.

Il settore olivicolo del Centro Italia, e in particolare quello del Lazio, ha subito gravi contrazioni nella produzione. Secondo quanto riportato dal presidente di Coldiretti Frosinone, Vinicio Savone, nel novembre scorso si è registrata una perdita del 45% della produzione in Ciociaria, con riduzioni simili a Roma (-40%) e Latina (-44%), mentre la Tuscia ha visto cali del 50%. Le cause principali sono da ricondurre all’alternanza di ondate di caldo e periodi di siccità, che danneggiano la coltivazione delle olive, insieme ai danni causati dalla rogna degli ulivi.

Tuttavia, non solo l’olio è al centro delle preoccupazioni. Anche il settore corialicolo del Lazio, che rappresenta il secondo produttore di nocciole in Italia, sta affrontando difficoltà, dovute non solo ai cambiamenti climatici e all’arrivo di insetti alieni come la cimice asiatica, ma anche alle importazioni selvagge di nocciole da altri paesi.

I produttori del Lazio, che si sono già riuniti in altre regioni come il Piemonte, la Lombardia e il Veneto, hanno chiesto tracciabilità e controlli più rigorosi per proteggere le eccellenze locali e garantire la qualità dei prodotti italiani contro la concorrenza sleale. La protesta ha messo in evidenza la necessità di politiche più forti a difesa dell’agricoltura nazionale, in un momento in cui la qualità delle nostre produzioni rischia di essere messa in ombra dalle importazioni incontrollate.

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