La fontana di Trevi è diventata ufficialmente accessibile solo con ticket, e da ieri i visitatori stranieri si sono messi ordinatamente in fila per accedere all’area a pagamento con 2 euro. Armati di carta di credito o biglietto elettronico, hanno potuto scattare selfie, lanciare monetine e godersi il simbolo della “grande bellezza” romana con più ordine e spazio.
Il contributo è obbligatorio per chi non risiede a Roma o nell’area metropolitana. Tuttavia, il debutto del nuovo sistema non ha sollevato particolari ostilità tra i turisti internazionali, che lo hanno anzi accolto con favore. “Tutto più semplice e ordinato”, ha commentato Liam da New York, mentre una coppia di Londra ha apprezzato la minor affluenza e la maggiore pulizia.
Fontana di Trevi: biglietto gradito dagli stranieri, meno dagli italiani
Meno entusiasti i visitatori italiani. “Sono italiano e devo pagare per vedere un monumento del mio Paese? Una follia”, ha protestato Maurizio da Bologna. Critica anche Sabrina, da Grosseto: “Sembra un pretesto per fare cassa sul turismo culturale”.
C’è anche chi, come Fabrizio, romano, teme l’inefficacia futura del sistema: “Ora c’è controllo, ma presto scatteranno i furbetti con monetine lanciate dall’alto”.
6.400 ingressi nel primo giorno, incasso previsto: 6 milioni l’anno
A difendere la misura sono scesi in piazza gli assessori Massimiliano Smeriglio (Cultura) e Alessandro Onorato (Turismo), sottolineando i benefici del nuovo modello: meno calca, più decoro, fondi per la manutenzione. Secondo Onorato, «a New York il biglietto sarebbe costato 100 dollari. Qui chiediamo solo un contributo simbolico».
Alle 21 del primo giorno si contavano già 6.400 ingressi, di cui solo 86 residenti. Il Comune prevede un incasso annuo intorno ai sei milioni di euro. Non sono mancate le polemiche: tra i più critici l’architetto Massimiliano Fuksas, che ha definito la scelta “una pessima idea”. Il dibattito è aperto, ma la fontana di Trevi, da ieri, ha senza dubbio inaugurato una nuova era. Si legge su Il Tempo.