Un altro pino caduto ai Fori Imperiali di Roma ha sollevato interrogativi sullo stato di salute degli alberi storici che adornano l’area tra il Colosseo e il Campidoglio. Domenica 1 febbraio 2026, un pino, che era stato controllato a settembre ed etichettato con una classe B (indicando una moderata propensione al cedimento), è improvvisamente crollato in via dei Fori Imperiali, ferendo tre persone. L’incidente ha comportato anche la chiusura temporanea della via, creando disagi per residenti e turisti.
L’episodio fa seguito a un altro cedimento avvenuto nei giorni precedenti, sollevando preoccupazioni riguardo alla sicurezza degli alberi secolari che costeggiano la zona. La versione ufficiale del Comune di Roma sottolinea che i pini dei Fori Imperiali hanno circa 120 anni e sono arrivati alla fine del loro ciclo vitale. Radici superficiali e danni causati da interventi stradali passati sono tra le cause principali della loro fragilità. Inoltre, gli effetti del cambiamento climatico e le piogge abbondanti che hanno interessato Roma all’inizio dell’anno potrebbero aver contribuito alla perdita di stabilità dei pini.
Il vertice in Campidoglio
In risposta a questi incidenti, l’assessora Alfonsi ha convocato un summit in Campidoglio per discutere delle cause del crollo e delle possibili soluzioni. Al tavolo erano presenti esperti agronomi, i carabinieri forestali, i vigili del fuoco, il sovrintendente Claudio Parisi Presicce e la soprintendente Daniela Porro, insieme agli architetti che stanno progettando la nuova passeggiata archeologica. L’incontro ha avuto l’obiettivo di rivedere le tecniche di monitoraggio degli alberi, in particolare per valutare la sicurezza della quarantina di pini ancora presenti nella zona. I controlli agronomici precedenti, seppur accurati, non sono riusciti a evitare il crollo dell’albero, e ora si valuteranno prove di trazione più rigorose per testare la tenuta delle radici.
Le cause del crollo
L’ipotesi principale sulle cause del crollo è legata all’eccessivo impregnamento del terreno dovuto alle abbondanti piogge degli ultimi mesi. Le radici, già compromesse da interventi pregressi (come la realizzazione di solette in cemento armato), potrebbero non aver avuto la resistenza necessaria per mantenere stabile l’albero nelle condizioni attuali.
Interventi futuri e abbattimenti
L’assessora Alfonsi ha già annunciato che, se i controlli non dovessero risultare sufficienti, sarà preso in considerazione l’abbattimento degli alberi più vetusti e la loro sostituzione con esemplari più giovani. L’intenzione è di concentrarsi in particolare sulle aree a maggiore frequentazione, dove la sicurezza pubblica è una priorità. Le motoseghe potrebbero tornare in azione, ma solo se si determinerà che non ci sono soluzioni alternative efficaci per garantire la sicurezza degli alberi.