Momenti di grande paura si sono vissuti ad Acilia, in un manufatto abbandonato nel Parco della Madonnetta, in via Bruno Molajoli, dove una lite tra una coppia è degenerata in un doppio sequestro di persona. La vicenda ha avuto inizio alcuni giorni fa, quando un uomo di 50 anni, di origini ucraine, ha aggredito la sua compagna, ubriaco e infuriato, dando il via a un’escalation di violenza che ha coinvolto anche una terza persona, intervenuta nel tentativo di prestare aiuto alla vittima.
La lite che sfocia in violenza
Il 50enne, in evidente stato di ebbrezza, ha cominciato a urlare contro la compagna, lanciando insulti e minacce, fino a culminare in una violenta aggressione. L’alterco è stato interrotto dall’arrivo di una amica della coppia, che ha cercato di calmare la situazione. Tuttavia, la presenza della donna non ha fermato l’uomo, che ha reagito con violenza anche nei suoi confronti, scatenando una nuova fase di violenza culminata nel sequestro delle due donne.
Il doppio sequestro e l’intervento della polizia
Nel silenzio del parco, rotto solo dai lamenti delle vittime, alcuni passanti hanno allertato la polizia, che si è immediatamente messa alla ricerca dell’esatta ubicazione del manufatto dove le donne erano tenute prigioniere. I poliziotti del X Distretto Lido, guidati dalle indicazioni degli avventori, sono riusciti a individuare il punto esatto in cui le due vittime erano rinchiuse. L’ingresso dell’edificio, sbarrato con una catena e un lucchetto, è stato forzato, rivelando le condizioni disperate delle donne.
Una delle vittime è stata trovata riversa a terra, dolorante, con numerose escoriazioni e ferite sul corpo. Le sue gravi condizioni hanno richiesto l’intervento urgente dei sanitari del 118, che l’hanno soccorsa e trasportata in ospedale. Nel frattempo, le forze dell’ordine hanno cominciato a ricostruire la dinamica dell’accaduto.
L’arresto del sequestratore
Secondo gli investigatori, l’uomo aveva sequestrato la compagna e l’amica dopo una violenta discussione, e il suo comportamento aveva assunto toni sempre più minacciosi. Dopo aver dato il via alla caccia all’uomo, i poliziotti sono riusciti, in tempi rapidi, a rintracciare l’indagato nel parco. L’uomo, alla vista degli agenti, ha cercato di divincolarsi e di scappare, ma è stato bloccato e arrestato. Durante il tentativo di fuga, il 50enne ha estratto un coltello e minacciato le vittime, ma è stato disarmato prima di poterlo utilizzare.
Per l’uomo sono scattate le manette con l’accusa di maltrattamenti e sequestro di persona. Dopo gli atti di rito, è stato condotto presso il carcere di Regina Coeli, dove dovrà rispondere dei reati commessi.