Scontro su Chiesa Nuova: le associazioni chiedono più tram al posto della nuova stazione della metro C

Le associazioni chiedono di annullare la fermata della metro C a Chiesa Nuova e propongono di potenziare la tramvia

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La discussione sul prolungamento della metro C di Roma entra nel vivo, con Italia Nostra e altre associazioni come Assoutenti, TrasportiAmo e UTP che hanno inviato una proposta al Comune di Roma per modificare i progetti di ampliamento della linea. La principale richiesta riguarda lo stop alla fermata di Chiesa Nuova, una stazione che, secondo le associazioni, avrebbe impatti elevati sul patrimonio artistico, archeologico ed economico della città.

La stazione di Chiesa Nuova e le criticità

Il progetto del tratto T2 della metro C prevede la costruzione di una fermata a Chiesa Nuova, situata in pieno centro storico su Corso Vittorio Emanuele, a soli 643 metri da Castel Sant’Angelo e 1.200 metri da Piazza Venezia. Le associazioni criticano la scelta di costruire la fermata in un’area così delicata, evidenziando potenziali interferenze con i futuri cantieri della tramvia TVA (Termini-Vaticano-Aurelio) e l’impatto sul contesto monumentale e archeologico.

La proposta alternativa: potenziare i tram

L’alternativa proposta dalle associazioni è quella di potenziare la TVA con una tratta tranviaria prioritaria tra Piazza Venezia e Piazza Risorgimento, sfruttando i risparmi derivanti dalla cancellazione della fermata della metro. Secondo Italia Nostra e le altre realtà, questa soluzione ridurrebbe tempi e rischi di realizzazione, evitando interferenze con il patrimonio archeologico e migliorando l’intermodalità tra tram e metropolitana.

La posizione del Comune e l’imminente avvio dei lavori

Tuttavia, l’amministrazione comunale non ha intenzione di modificare il progetto. Eugenio Patanè, assessore alla Mobilità, ha spiegato che il piano per la fermata di Chiesa Nuova è stato studiato per ragioni tecniche ed economiche, e che una modifica potrebbe compromettere i finanziamenti governativi destinati all’opera. Inoltre, ogni cambiamento rischierebbe di aumentare i costi e rallentare l’avvio dei lavori.

“Non possiamo perdere tempo, la fermata è necessaria per garantire una rete metro completa”, ha dichiarato Patanè in occasione di una riunione con Roma Metropolitane. I lavori per la tratta T2, che collegherà Piazzale Clodio a Piazza Venezia, dovrebbero partire nel 2026, con l’amministrazione intenzionata a mantenere i tempi previsti.

Conclusioni

Il dibattito su Chiesa Nuova evidenzia il contrasto tra le esigenze di mobilità moderna e la tutela del patrimonio storico di Roma. La proposta di Italia Nostra e delle altre associazioni mette in discussione la priorità della nuova fermata della metro, proponendo una soluzione che punta a migliorare il trasporto pubblico senza compromettere il patrimonio cittadino. Tuttavia, l’amministrazione sembra determinata a portare avanti il progetto, con l’obiettivo di concludere i lavori nei tempi stabiliti.

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