Maxi sequestro di prodotti ittici nell’hinterland romano: la Capitaneria di Porto di Roma ha ritirato dal mercato circa 500 chilogrammi di merce ed elevato sanzioni amministrative per un totale di 20mila euro. I controlli hanno interessato sei esercizi commerciali dediti alla vendita e somministrazione di pesce e derivati.
L’obiettivo delle verifiche era garantire l’immissione nella filiera di un prodotto tracciato, di qualità e sottoposto ai previsti controlli sanitari, così da tutelare la salute dei consumatori.
Prodotti ittici senza tracciabilità e merce scaduta
Nel corso delle ispezioni sono emerse gravi irregolarità: in diversi casi la merce era priva di documentazione sulla tracciabilità, elemento obbligatorio che deve indicare provenienza, metodo di cattura e stato di conservazione (fresco, allevato o decongelato).
Sono stati inoltre trovati consistenti quantitativi di pesce scaduto o conservato in modo non conforme. In un caso, i militari hanno riscontrato “evidenti segni di infezioni parassitarie in corso”, tali da richiedere l’intervento delle autorità sanitarie prima di procedere al sequestro. L’intera partita di merce irregolare è stata eliminata dalla filiera commerciale e destinata alla distruzione immediata.